Accadde oggi: 16 novembre 1929, nasce la Scuderia Ferrari

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“La nascita della Scuderia, il 16 novembre del 1929, è una delle dimostrazioni più concrete delle principali caratteristiche di mio padre: il coraggio e la passione per il mondo delle corse. Nell’anno della prima grande crisi mondiale, lui ebbe il coraggio di dare vita a una squadra che facesse correre i piloti amatori nelle gare automobilistiche dell’epoca perché con loro condivideva il grande amore per il mondo delle competizioni. La sua volontà e il suo decisionismo si esplicano anche nel modo in cui decise e scrisse i punti salienti dello statuto perché lo fece su un tovagliolo in un ristorante insieme all’avvocato Enzo Levi”. (Piero Ferrari) Il 16 novembre 1929, in presenza del notaio modenese Alberto Della Fontana, si costituì la Società Anonima Scuderia Ferrari, società sportiva il cui scopo era quello di far correre i propri piloti con auto Alfa Romeo. Il fondatore fu Enzo Ferrari, nato a Modena nel 1898, grande appassionato di auto e motori, il cui sogno era fare di una passione il lavoro della propria vita.

Nel 1923, il giovane pilota conobbe i genitori dell’aviatore Francesco Baracca che a Pinerolo aveva frequentato la scuola di cavalleria presso il 2° Reggimento “Piemonte Reale” fondato nel 1692 dal Duca di Savoia col motto “Venustus et Audax”, uno dei più prestigiosi reparti dell’esercito italiano e che come stemma araldico portava il cavallino rampante argenteo su campo rosso, guardante a sinistra e con la coda abbassata. I suoi genitori, il Conte Enrico e la Contessa Paolina, riferirono al giovane Enzo Ferrari che il figlio Francesco avesse scelto di adottare, apportando delle varianti, lo stemma del Cavallino quale emblema personale per rivendicare le personali origini militari e l’amore per i cavalli e gli proposero di utilizzarlo come stemma-simbolo delle sue auto, quale portafortuna. Ferrari, che fino a quel momento aveva continuato a usare il quadrifoglio dell’Alfa Romeo, accettò; al Cavallino era nero aggiunse il fondo giallo canarino che rappresenta il colore della città di Modena.


La storia della Scuderia Ferrari passa attraverso piloti che hanno fatto la storia delle corse, da Alberto Ascari a Fangio e Mike Hawthorn, dallo statunitense Phil Hill all’inglese John Surtees, il “figlio del vento” che portò a casa il mondiale nel 1964. Nel 1975 arrivò Niki Lauda e poi Jody Scheckter, pilota giovanissimo scelto da Ferrari nel 1979. Dopo il trionfo del pilota sudafricano, nessun altro ferrarista trionfò. Enzo Ferrari morì a Modena, nel 14 agosto 1988, dopo aver costruito la sua ultima vettura, la F40. Dal 1991 la Scuderia Ferrari passò sotto il comando di Luca Cordero di Montezemolo che nel 1999, grazie a Michael Schumacher, vide il Cavallino Rampante tornare a vincere un campionato del mondo di Formula 1. La Rossa di Maranello ebbe padronanza e dominio assoluto sui circuiti automobilistici fino al 2004 per poi ritornare vincitrice nel 2007 grazie a Kimi Raikkonen.

La presidenza passò poi a Sergio Marchionne il 13 ottobre 2014. Le auto Ferrari sono celebri anche per la loro esclusività, tanto che l’azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere questa sua caratteristica. Tra i collaboratori della Ferrari ricordiamo Pininfarina, Scaglietti, Bertone e Vignale. Fin dagli anni Venti le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso che era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici in base a un provvedimento preso negli anni tra le guerre mondiali, mentre le auto francesi erano blu, le tedesche bianche e le inglesi verdi. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro, famoso come “rosso Alfa”, a una tinta più accesa, nota come “rosso corsa”. La Ferrari ha sempre mantenuto il colore rosso imposto nei primi anni, per mantenere la nazionalità e originalità del marchio.

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