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Abolizione delle province!!!

 



Ormai, dopo una martellante campagna di stampa, volta ad individuare nelle Province il luogo dello spreco, è entrata nella convinzione degli italiani che le province sono enti inutili e che vanno soppresse. Come se i guai dell’Italia fossero da addebitare alle Province!!! Lo dico subito, non sono iscritto nelle liste di chi si schiera frontalmente contro la soppressione delle Province: si può asserire con facilità che tutto il sistema amministrativo statale è inadeguato, farraginoso e pesante e, quindi che bisogna procedere ad una serie di riforme dello Stato che renda complessivamente il sistema più economico, più efficiente e più veloce, insomma in linea con i paesi europei più evoluti.

Questo si rende quanto mai necessario ed urgente, perchè il nostro sistema accumula giorno dopo giorno sempre più debito pubblico ed anche perchè non si stanno mettendo in atto politiche rivolte alla crescita, per le imprese, per il lavoro, per le famiglie in grado di tenere insieme questo paese e per mantenere il livello dei consumi. Le ultime previsioni di crescita hanno rivisto al ribasso il PIL che per il 2011 si attesterebbe a + 0,7  e previsionale +0,2 per il 2012, cioè quello che complessivamente guadagna lo Stato non riuuscirà a coprire il pagamento degli interessi del debito pubblico. La ricetta del Governo è tagli indiscriminati a tutto e tutti (trasporti, scuola, servizi sociali, ecc.) ,con una demagogia che colpisce gli enti locali, additati di essere sono centri di spreco e non erogatori di servizi, con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio per il 2014.

Il tema che ci viene introdotto da questa logica è quello della utilità degli enti intermedi, cioè di quegli enti che raccordano le esigenze di più comunità locali ed esprimono bisogni e progettualità di area vasta. La cosa buffa è che dopo aver detto che le province sono enti inutili, si vogliono determinare in sostituzione di quest’ultime delle associazioni di comuni, secondo una programmazione regionale, che assicuri le politiche di area vasta e che, se la regione non riesce a definire le modalità operative  di costituzione entro un anno dall’entrata in vigore della Legge Costituzionale, di fatto si costituisce una unione di comuni appartenenti al territorio delle province soppresse. Concludo: secondo voi questa modalità individuata dal Governo riuscirà nel triennio a determinare una nuova governance per le politiche di area vasta? Ho i miei dubbi!!!!

Carlo Falato
Assessore Provinciale al Turismo, alle politiche Culturali, alle politiche per l’arte, innovazione e per la valorizzazione della storia e delle tradizioni locali.

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