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Inteventi

Guardia S., Angelo Mancini: “Tavolo rotondo per teste ben quadrate”

Sono d’accordo con l’amico dottor Amedeo Ceniccola : inutile girarci intorno! Non vale la pena accapigliarci per un libello di dubbia originalità e di dubbia attribuzione, con categorie antropologiche, sociali e politiche talmente vaghe e generiche da calibrarsi perfettamente, se si escludono i riferimenti personali, su qualsiasi comunità. Non si crucci, poi, l’autore (?) per il mancato riconoscimento del Nobel: è in buona compagnia insieme a Croce, Gentile, Svevo, Pavese, Calvino e altri. Continua a leggere

Guardia Sanframondi. Amedeo Ceniccola: “un tavolo per la rinascita”

Inutile girarci intorno, Raffaele Pengue ha talento però, non riceverà mai il Nobel per la letteratura perché ha il “vizio” di prendere il meglio da tutti. E non solo da quel grande filosofo e politologo che risponde al nome di Marcello Veneziani. Per quanto riguarda, invece, gli intellettuali della Magna Grecia (momentaneamente accampati sotto la rocca dei Fremondo) che, in questi giorni, si sono scatenati Continua a leggere

Vincenzo Falato: “Un Guardiese, bene o male, senza l’anello al naso”

Guardia Sanframondi. Incomincio con fare pubblica ammenda per non aver letto il “libbro” e non essere stato presente alla presentazione (ringrazio Giuseppe Falato per la puntuale informazione) e penso che a questo punto non valga neppure la pena di  leggerlo in fotocopia. Ringrazio l’ingegnere Garofano per aver studiato per me e pertanto come un buon padre di famiglia Continua a leggere

Giuseppe Falato: “Elogio del silenzio – quasi un intertesto (bene o male)”

Guardia Sanframondi. Dopo i “testi” pubblicati su questo sito, non ho saputo resistere alla tentazione di inserirmi con un  “intertesto” e questo perché,  il ventesimo giorno del quarto mese dell’anno 2011 alla presentazione io c’ero. Non mi interessano gli aspetti “letterari” del libbro (non vi meravigliate della mia ortografia,  nell’opera c’è di peggio: a Guardia dobbiamo restituirGLI oppure un schiavo e così via) già ampiamente trattati negli interventi precedenti, ma ciò che voglio sottolineare è lo strabismo culturale Continua a leggere

Guardia Sanframondi. Carlo Falato: “Guardiesi di male in peggio!”

Non per tutti, ma per molti, ricevere in dono un libro viene interpretato come un segno di apprezzamento per chi lo riceve. Si pensa che colui che te lo regala, voglia farti partecipe di una storia, di una serie di spunti di riflessione religiosa, civile, per raccontarti dei luoghi o per vivere emozioni. Qualche mese fa ho ricevuto in regalo un libro da una mia figlioccia molto particolare “ Così parlò Zarathustra” Continua a leggere

Guardia Sanframondi. La protervia non serve

Non serve lo scherno. Le minacce non servono. Una sgamatura è una sgamatura. E la intertestualità non affranca dalla citazione delle fonti. Sennò è plagio, senza distinguo possibili. Esempio: “Siete stato pesato, siete stato misurato e siete stato trovato mancante”, battuta guida del film “Il destino di un cavaliere” di Brian Helgeland. Continua a leggere

Guardiesi (Bene o Male): Raffaele Pengue risponde a Raffaele Garofano

Lo sapevo, anzi, ne ero certo (e devo ammetterlo la cosa mi ha lasciato soddisfatto) che il superbo ex-comunista, l’ultimo giapponese rimasto a difendere l’isoletta del Pacifico – Guardiesi (Bene o Male), pag. 131 -, una volta pubblicato il libro avrebbe compiuto una ricerca su internet, nelle librerie, nelle biblioteche, per scoprire il “plagio”, screditarmi, farmi diventare un copione qualsiasi, un poveraccio, uno che ci vuole solo guadagnare Continua a leggere

Guardia Sanframondi. Raffaele Garofano: “Ho (quasi) letto un ‘libro’”

Mi hanno comprato un “libro”. Con obbligo, bene o male, di restituzione. Un libro su Guardia (e quindi sui guardiesi) presentato di recente. Un tarlo mi ha preso, nella lettura, come di un che di anomalo, di deja vu, di un frasario e una scelta di sostantivi ed aggettivi troppo stringente, troppo da laureato in filosofia.  Ad un certo punto la frase:  “Guardiesi si nasce ma si può morire, anche da vivi”. Questa l’avevo già letta da qualche parte! Continua a leggere

Da Prometeo a Fukushima, passando per Chernobyl

In occasione del 25esimo anniversario del disastro di Chernobyl, che ricorre esattamente il 26 aprile 2011, mi viene in mente un accostamento con il 1986, in modo particolare per la coincidenza di due eventi: l’attacco militare contro la Libia (per la cronaca, ricordo che nel 1986 l’amministrazione presieduta da Ronald Reagan ordinò il bombardamento di Tripoli e Bengasi) e l’incidente nucleare di Chernobyl. L’attuale situazione politica ed economica mondiale Continua a leggere

Il demitismo senza De Mita

Chiarisco subito che il presente articolo è a sfondo eroicomico e satirico, e come tale va letto. Un adagio recita “la realtà supera la fantasia” e a volte la realtà supera persino la satira. La saggezza popolare ci assiste soprattutto in tempi di campagna elettorale. Fatta questa premessa, introduco l’argomento. Anni fa, parafrasando una frase di Lenin sull’estremismo come “malattia infantile del comunismo”, ebbi modo di intuire che “il demitismo è la malattia senile di un certo tipo di marxismo”. Continua a leggere

Cristo si è fermato a Lampedusa

Esordisco con una testimonianza personale, sia pure solo verbale, di solidarietà e di vicinanza morale nei confronti dei migranti e dei cittadini di Lampedusa, giustamente esasperati dall’inettitudine, dall’arroganza e dal menefreghismo del governo italiano. L’ignominiosa vicenda di Lampedusa è estremamente paradigmatica nella misura in cui fornisce l’ennesima, agghiacciante conferma (di cui si poteva tranquillamente fare a meno) che i diritti umani Continua a leggere

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