Guardia Sanframondi. Si è conclusa la quinta edizione della manifestazione “Presepi nel Centro Storico”

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Si è conclusa, con il tradizione convegno sul presepe la quinta edizione della manifestazione “Presepi nel Centro Storico” organizzata dal Centro Commerciale Naturale “Il Guardiolo. La  manifestazione presentava 19 suggestive opere presepiali nel labirinto del centro storico di Guardia. Il Convegno moderato dal Cav. Carlo Labagnara, Presidente dell’Associazione “Amici Del Cuore”, l’incontro ha visto dapprima i saluti del Presidente del Guardiolo, Filippo De Blasio, che stimolava alla partecipazione agli eventi nella nostra comunità come fonte di una continua vita comune, vi sono stati i saluti del Parroco, Padre Giustino di Santo, e del consigliere comunale Giulia Falato in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale. Poi si è passati  alla relazione affidata quest’anno al presidente dell’Azione Cattolica diocesana Giovanni Pio Marenna.

Marenna ha soffermato la sua riflessione, anzitutto, sulla necessità di momenti di riflessione e confronto sul cuore del Presepe, soprattutto in tempi come questi in cui da una parte ci si dice cristiani sbandierando lo spirito del Natale e la difesa del presepe, mentre dall’altra si lasciano in balia del mare 49 persone per 19 giorni e si sbattono in mezzo ad una strada intere famiglie con bambini durante queste rigide temperature, nell’indifferenza sia delle istituzioni nazionali che di quelle europee. Il percorso di ricerca di chi è in cammino da credente non può convivere con forme di rifiuto, d’intolleranza e di odio. “La nostra fede non ha nulla a che vedere con la disumanità.

  
  

La mancanza di umanità è fuori dall’unica regola del Vangelo, quella dell’amore. Se, poi, aggiungiamo che da cittadini non possiamo non essere rispettosi dei valori umani e civili che, come sancito dalla nostra Costituzione, devono essere garantiti ad ogni essere umano, è chiaro che certi comportamenti e certe scelte brutali vanno tranciate di netto. E bisogna avere il coraggio di dirlo apertamente. Non possiamo né tacere, né restare indifferenti, né divenire complici e conniventi. La nascita di Gesù – ha proseguito Marenna – non è una fredda data da commemorare, ma un andare in movimento che deve trasformare e da cui ripartire.

La nascita di Gesù non è un ricordo, ma un progetto. Non basta sapere che Gesù è nato, se non lo incrociamo in chi incontriamo ogni giorno. Non basta neanche dire con le parole che crediamo, se quella Parola non la trasformiamo in vita. C’è una Parola, infatti, che si è fatta carne in quella mangiatoia e chiede a noi concretezza di gesti e azioni nella vita di tutti i giorni”.

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