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Apprendo dalla stampa che qualche sindaco "illuminato" ha deciso di risolvere i problemi di bilancio e risanare le casse comunali con l'istallazione di qualche centinaio di turbine eoliche sui monti del Matese senza aver determinato alcun coinvolgimento della popolazione amministrata. Alla faccia della partecipazione e della trasparenza da sempre predicata e mai praticata! Non so chi sia stato l'ispiratore di tale iniziativa (posso solo provare ad immaginarlo) e non mi interessa più di tanto e però, mi sia consentito di dire pacatamente e serenamente a questi nostri "bravi" sindaci che hanno deciso di puntare sulle pale eoliche per ottenere risorse finanziarie extratributarie:
state sbagliando strada!
Ognuno è libero di scegliersi l'albero a cui impiccarsi (questo vale in politica e nella vita) e però, quando si governa il destino di un'intera comunità bisogna essere più attenti e più parsimoniosi di quando si paga con la tasca propria. E per far sì che tutti i cittadini possano comprendere che trattasi di una scelta profondamente sbagliata non posso far a meno di ricordare che le cosiddette "fattorie eoliche", costituite da aerogeneratori sistemati su torri alte dai 40 ai 60 metri e con pale la cui lunghezza è circa la metà dell'altezza delle torri che possono ruotare fino a 200Km/h, hanno scatenato un allarme sociale dall'Europa agli Stati Uniti, passando per l'Italia.
Non le vogliono i cosiddetti movimenti ambientalisti. E non le vogliono i contadini. Addirittura, nelle campagne britanniche è esplosa la rivolta perché ci si è resi conto che la bilancia dell'eolico pende più sugli svantaggi che sui vantaggi. Negli Stati Uniti si sta combattendo una feroce battaglia contro questi moderni mulini a vento che si vorrebbero istallare nel New England a Cape Cod, sulle coste della baia di Nantucket, dove i vip americani amano passare le vacanze estive e che di fronte ai giganti dalle braccia rotanti non hanno esitato ad alzare le barricate (capeggiati dai Kennedy e dai Clinton) per impedire di deturpare la costa atlantica e il relativo paesaggio. Dagli Stati uniti all'Europa il fronte contro le "pale" diventa sempre più ampio. In Germania (che è il primo produttore europeo di energia dal vento) ogni giorno nascono associazioni per chiedere al governo di mettere fine a questo enorme "business" che non incide minimamente sulla dipendenza energetica dal petrolio e dal nucleare. In Francia non si è esitato a denunciare che "l'eolico è un colossale inganno economico e ambientale". E nel Sannio? Nella provincia sannita (dopo lo scempio del Fortore) c'è ancora qualcuno che vuol venderci la favoletta delle "fattorie del vento" per risolvere i problemi energetici del Paese e le esigenze di bilancio del Comune. Sono convinto che il grande Totò a lor signori non avrebbe esitato a rispondere:
" Mi faccia il piacere"!
Da parte mia, non posso far a meno di stigmatizzare che fino a quando le cose cammineranno sulle gambe di siffatti amministratori, non credo che la provincia sannita arriverà lontano. e mi auguro che i sindaci di Pontelandolfo, di Morcone, di San Lupo, di Guardia Sanframondi, di Cerreto Sannita, Di Cusano Mutri, di Pietraroia, ecc. prima o poi capiscano che il loro primo compito è difendere le nostre montagne e nessun bene è più prezioso della terra perché la salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente rappresenta la pre-condizione per qualsiasi ipotesi di sviluppo vero e duraturo del nostro territorio. Tutto il resto è solo "ciccia" per prendere in giro il prossimo e per continuare ad ingrassare tutti coloro che hanno sempre considerato il nostro Sannio come terra di conquista e di affari sulla pelle della gente sannita.
Amedeo Ceniccola
Ex Sindaco di Guardia Sanframondi
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