Piano Regionale dei siti da bonificare perché potenzialmente contaminati.

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La Regione Campania, con D.G.R. n. 831 del 28/12/2017 ad Oggetto :”Piano Regionale di Bonifica e relative norme tecniche di attuazione – DGR n° 417 del 27/07/2016 – Anagrafe dei siti da bonificare e censimento siti potenzialmente contaminati- Approvazione aggiornamento tabelle” – BURC n° 1 del 02/01/2018-  ha pubblicato, come da oggetto, il Piano Regionale dei siti da bonificare perché potenzialmente contaminati.

Scorrendo i vari allegati si nota come il comune di Cerreto Sannita non figuri in nessuno degli elenchi. Eppure il comune di Cerreto Sannita è stato più volte interessato da interventi che ne hanno minato la salubrità derl suo territorio. Uno su tutti sono i tre pozzi di introspezione petrolifera dell’AGIP  scavati negli anni tra il 1988 e 1990 in località Parata Ungara di Cerreto Sannita.

Ebbene, dei tre pozzi per di ricerca e precisamente: Morcone 001 di mt. 1.482 (sterile) del 1988, Morcone 001BIS  di mt. 2.996 (incidentato/) del  1989 e   Morcone 001 BIS APP di mt. 4,198 (sterile) del  1990 non vi è traccia nell’elenco dei siti da bonificare.

Eppure il sospetto che tali siti fossero inquinati c’è.

Un po’ tutti sanno che quei pozzi potessero essere stati interessati da probabili sversamenti di materiali inquinanti. Alcune di queste affermazioni si trovano nel romanzo di Pierluigi Vergineo:”La Malasorte” dove l’autore, riprendendo delle confidenze di un carcerato legato alla camorra, riportava le confidenze dello stesso che confessava che i pozzi scavati a Cerreto Sannita erano stati utilizzati per lo smaltimento di rifiuti tossici. Anche il pentito Carmine Schiavone, affermò in un’audizione  parlamentare, che il suo clan controllava gli sversamenti di rifiuti  su tutta l’area del Matese fino ad arrivare a Benevento.

Alla luce di quelle affermazioni, l’associazione politico-culturale “Da sempre per Cerreto” avviò una raccolta di firme, trasmesse poi all’ARPAC ed alla Procura della Repubblica con al richiesta di effettuare le opportune indagini ed analisi  al fine di accertare se l’inquinamento ci fosse stato o garantire la salubrità del territorio.

Non siamo stati mai portati a conoscenza se le indagini fossero state fatte e a  quali risultati siano arrivati.

  
  

Vi è stata, poi una ulteriore denuncia da parte del sottoscritto di circa cinque discariche abusive scoperte nel territorio di Cerreto Sannita ed altre tre vecchie discariche comunali successivamente  ricoperte e, per quanto mi è dato di sapere, mai bonificate. Anche per questa ulteriore denuncia è stato possibile conoscerne gli esiti. Le vecchie discariche comunali  sono così ubicate: una lungo la strada “Vigne” (discarica storica attiva fino agli anni ’70), un’altra lungo la strada di Cusano Mutri all’altezza della “Cavarena”, lungo la scarpata alla sinistra idrografica del Torrente Titerno (attiva fino agli inizi degli anni ’80) e l’altra in località “Cese”, nei pressi della Leonessa (discarica attiva per tutti gli anni 80 e parte degli anni 90).

Sarebbe stato abbastanza normale, viste le circostanziate denunce presentate, che tra i siti da sottoporre ad indagine o a quelli da sottoporre a risanamento vi fossero anche i siti denunciati. Invece, con grande sorpresa, risulta che a Cerreto Sannita non ci sono siti da bonificare o da indagare per eventuali possibili inquinamenti. Noi non sappiamo chi era deputato a comunicare  alla Regione Campania eventuali siti da sottoporre ad analisi ma è certo che su i siti denunciati dal sottoscritto alla Procura della Repubblica, per quanto +è a conoscenza,  non ci risulta siano stati mai bonificati.

Si resta in attesa di eventuali comunicazioni da parte dell’amministrazione comunale di Cerreto Sannita che ci rassicuri, con documentazione, studi ed analisi della salubrità dei siti denunciati.

Fronte Sannita per la Difesa della Montagna
Giuseppe Fappiano

In rosso l’area della piattaforma dei tre pozzi di perforazione dell’AGIP

 

Mappa delle discariche individuate nel territorio di Cerreto Sannita e a suo tempo denunciate
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