
Si è riunito ieri in mattinata, sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, il Consiglio provinciale di Benevento. All'inizio dei lavori il Consiglio ha approvato, a maggioranza, con le polemiche dell'opposizione. l'inversione dell'ordine del girono per discutere in via prioritaria sulla questione del Trasposto Pubblico Locale (TPL) e per votare il nome mancante nel Collegio dei Revisori dei conti dopo le dimissioni di un componente. Sul TPL si è discusso la richiesta dei consiglieri del PDL finalizzata...
Si è ieri in mattinata, sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, il Consiglio provinciale di Benevento. All'inizio dei lavori il Consiglio ha approvato, a maggioranza, con le polemiche dell'opposizione. l'inversione dell'ordine del girono per discutere in via prioritaria sulla questione del Trasposto Pubblico Locale (TPL) e per votare il nome mancante nel Collegio dei Revisori dei conti dopo le dimissioni di un componente.Il consigliere Erminia Mazzoni ha ritenuto contraddittoria la relazione dell'assessore Bello nel momento in cui ha confermato la validità del bando, ma ha attaccato la Regione per la scarsità dei fondi disponibili, resi ancora più modesti dalle peculiari esigenze delle nostre realtà. Secondo la Mazzoni, l'assessore ha perso un'occasione per lanciare un appello forte ed univoco, al di sopra dei diversi schieramenti politici, nei confronti di chi è insensibile ai problemi del Sannio e cioè alla Regione Campania. Si poteva realizzare - a giudizio del consigliere - un fronte comune per chiedere alla Regione come mai tagli così selvaggi siano sempre ed esclusivamente riservati a danno delle aree interne.
Il consigliere Gennaro Capasso ha affermato che quando un servizio pubblico è gestito dai privati, occorre trovare un punto di equilibrio tra esigenze del privato a fare profitti e del pubblico a garantire un servizio valido per tutti i cittadini. Secondo il consigliere il punto di equilibrio non viene raggiunto nel caso bando del TPL e pertanto, a suo giudizio, lo stesso resterà poco "appetibile". Capasso ha detto, rivolgendosi a Bello, che non è sufficiente comunque "fare" una cosa, ma occorre anche farla bene: sarebbe stato meglio se la Provincia avesse rinunciato, a queste condizioni, alla delega e avesse consentito alla regione di riprendersi il servizio.
Il consigliere Lucio Rubano ha invece ritenuto non essere utile al Sannio una ulteriore sospensione delle procedure per l'affidamento del gestore unico. Egli ha però sostenuto che sia necessario un chiarimento sulla conservazione dei livelli occupazionali dei dipendenti attualmente in servizio.
Al termine del lungo dibattito, che si è protratto per circa due ore sul punto, la mozione della minoranza PDL per il ritiro del bando di gara e la sua riformulazione è stata respinta con 16 voti a 6.
Si è quindi passato alle votazioni sul revisore dei conti della Provincia in sostituzione del dott. Mario Calandro, dimissionario. E' risultata eletta la dott.ssa Maria Antonia Calandrelli (nata il 16.9.70) con 17 voti. Su questo esito si è scatenato un'aspra polemica politica.
Il consigliere Rubano ha detto di non aver voluto partecipare ad una riproposizione della maggioranza che uscì eletta dalle elezioni del 2008, ma di aver comunque votato, senza logiche di schieramento politico, a favore della dott.sa Calandrelli solo perché ne conosce personalmente la serietà e la correttezza professionale.
Il consigliere Nino Lombardi ha detto che l'UDEUR ritiene di dover rimarcare la necessità che si evitino strumentalizzazioni politiche e accuse di "inciuci" per l'esito della votazione: i componenti dell'UDEUR non hanno bisogno di tendere la mano ad alcuno. Nino Lombardi ha detto che l'UDEUR non ha svenduto alcuna posizione politica, ma che il voto per la Calandrelli è da intendersi semplicemente quale frutto di un accordo interno al centrodestra che prevedeva un revisore dei conti alla Provincia per l'UDEUR ed uno per il PDL al comune capoluogo.
Il consigliere Claudio Ricci ha ricordato che all'atto della prima votazione per la nomina del Collegio non si sapeva chi dei apparteneva alla maggioranza e chi alla opposizione: furono eletti tre nomi, non all'unanimità, ma a maggioranza n presenza di indicazioni di voto per alcuni professionisti. A maggioranza furono dunque scelti i revisori. Oggi, come allora, ha detto Ricci, "non sono in grado di dire chi sono i revisori di maggioranza e chi di minoranza. Il Consiglio è sovrano: la votazione di questa mattina è stata corretta da un punto di vista giuridico, ma anche politico. Non ci sono ombre". Claudio Ricci ha quindi concluso dicendo: "Ad ogni votazione in questo Consiglio noi manifestiamo momenti di crescita, momenti di concordia su valutazioni importanti per il Sannio e portiamo una sempre più forte stabilità politica all'Ente che amministriamo. Solo pochi mesi fa ci davano per politicamente morti come maggioranza, mentre oggi dimostriamo che siamo in buona salute. I numeri crescono, e ciò vuol dire che lavoriamo bene".
Il consigliere Gennaro Capasso ha detto che oggi la maggioranza ha tre revisori dei conti: al di là delle cose che diceva il capogruppo Ricci. L'opposizione dunque da oggi deve impegnarsi ancora di più nel controllo sui documenti che sono oggetto di parere da parte dei revisori dei conti. Rispondendo poi direttamente al consigliere Nino Lombardi, egli ha così concluso: "Accordi tra PDL e UDEUR non ci sono stati comunicati né dai vertici provinciali del partito né dal Capogruppo. Prendiamo atto che nella seduta odierna l'UDEUR ha votato con la maggiornaza. Questo è il dato politico che emerge dai fatti odierni.
Il consigliere Ricciardi ha detto di accettare che il PD , quale forza politica che a livello nazionale si ascrive ai principi del bipolarismo, faccia pure del facile moralismo su una votazione che ha sancito, ancora una volta con votazione congiunta PD-UDEUR, che i tre revisori sono ascrivibili alla sola maggioranza. Occorre invece linearità e trasparenza, non trasversalismi e inciuci. "Sui comportamenti politici ed amministrativi ci si valuta, al di là delle declamazioni non richieste - ha detto Ricciardi: il sistema di voto del revisore dei conti mette in condizione la opposizione di ottenere un ruolo di garanzia. Alla luce dei fatti il PDL deve incrementare la sua attenzione sugli atti, il nostro ruolo di opposizione non si avvarrà di un collegio di garanzia".
Il Consigliere Renato Lombardi ha contestato chi ha voluto avviare una discussione di natura politica sulla votazione già espressa dal Consiglio, avviandola peraltro in modo irritale rispetto alle norme regolamentari.
Dopo tale aspra discussione si è passati a discutere della mozione presentata dal PDL in merito al 150° anniversario dell'istituzione, nell'ottobre del 1860, della Provincia di Benevento. Sull'argomento è intervenuto direttamente il presidente della Provincia, Aniello Cimitile. Egli ha ricordato che certamente la sua Amministrazione non aveva mancato di assegnare il giustop posto nelle proprie politiche a questo anniversario e di aver già da tempo formalmente avanzato la richiesta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di partecipare alle celebrazioni fissate per il 25 ottobre. Già nello scorso mese di luglio, dal Quirinale, era pervenuta alla Provincia una risposta formale circa l'eventualità della visita del Capo dello Stato, sebbene la stessa non poteva essere programmata con tanto anticipo. Nei prossimi giorni, pertanto, ha assicurato Cimitile, si riproporrà l'istanza per la presenza a Benevento della Suprema magistratura dello Stato. Per l'intanto, la Provincia ha istituito sull'argomento un Comitato d'Onore composto da tutte le Autorità locali, civili e religiose, dalla deputazione parlamentare europea, nazionale e regionale, nonché da tutti i sindaci. Per quanto concerne poi l'anniversario del 15°° dell'Unità d'Italia, che ricorre nel 2011, il presidente ha annunciato che la provincia ha approvato un programma di massima delle iniziative di carattere culturale e celebrativo, ma che intende convocare personalmente i Capigruppo consiliari per discutere dell'argomento. Se ne riparlerà per entrambe le Celebrazioni in una prossima seduta del Consiglio.
L'Assemblea ha quindi discusso ed approvato il nuovo Regolamento del Museo del Sannio, l'istituto culturale della Provincia con 13 voti a favore e 3 astenuti.
L'argomento è stato illustrato dall'assessore delegato Carlo Falato, il quale ha ricordato che è apparso necessario all'Amministrazione attiva procedere a rivedere norme risalenti ad oltre sessanta anni fa, che appaiono superate, oltre che dai tempi, anche dalla legge regionale n.12. Il Museo, per le straordinarie ricchezze culturali che custodisce, deve poter ottenere il riconoscimento di Museo regionale e pertanto il suo ordinamento regolamentare deve disciplinare tutte le attività di fruizione ed accesso al bene. La revisione del Regolamento è necessaria perché è in corso il riconoscimento dell'inserimento della annessa Chiesa di Sofia al patrimonio Unisco e sarebbe paradossale che il Museo del Sannio, che è storicamente parte integrante, dal punto di vista culturale della Chiesa, non sia riconosciuto dalla Regione. Falato ha annunciato che le nuove norme prevedono la possibilità di un accesso da parte dei privati alla sponsorizzazione e alla valorizzazione dei beni custoditi nell'Istituto. Nell'ambito poi delle politiche culturali, Falato ha quindi annunciato che la Provincia lavora con le ( regioni del Mezzogiorno per i nuovi Bandi di concertazione sugli attrattori culturali al fine di inserire percorsi culturali per i comuni che si affacciano sul regio tratturo.
E' stata infine discussa la mozione a firma di n. 7 consiglieri del PDL e del consigliere Erminia Mazzoni tesa a promuovere e sostenere ogni iniziativa in collaborazione con le autorità scolastiche, per la difesa del Crocifisso.
La Mozione, peraltro condivisa anche dalla maggioranza, è stata illustrata dal consigliere Luca Ricciardi secondo il quale non è possibili rinunciare alla storia, alla tradizione ed alla radici millenarie del nostro Paese per inseguire un laicismo che non appartiene alla nostra identità nazionale. Secondo il consigliere Franco Damiano la mozione si colloca nel contesto delle iniziative politiche assunte al Parlamento da undici senatori del PD che hanno presentato il 18 dicembre scorso una proposta di legge che intende superare un vuoto giuridico pluridecennale e prevedere il Crocifisso in Aula. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Claudio Ricci il quale ha esortato tutti a non strumentalizzare politicamente persino il Crocifisso, tirandolo per così dire per la "giacchetta" da una parte all'altra e avendo rispetto dei sentimenti profondi del Paese.
La mozione è stata approvata all'unanimità.
Ufficio Stampa Provincia di BN