Resoconto lavori del Consiglio Provinciale di Benevento
Scritto da fremondoweb il 06 febbraio 2010 08:28:33
Si è riunito ieri in mattinata, sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, il Consiglio provinciale di Benevento. All'inizio dei lavori il Consiglio ha approvato, a maggioranza, con le polemiche dell'opposizione. l'inversione dell'ordine del girono per discutere in via prioritaria sulla questione del Trasposto Pubblico Locale (TPL) e per votare il nome mancante nel Collegio dei Revisori dei conti dopo le dimissioni di un componente.  Sul TPL si è discusso la richiesta dei consiglieri del PDL finalizzata...

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Si è ieri in mattinata, sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, il Consiglio provinciale di Benevento. All'inizio dei lavori il Consiglio ha approvato, a maggioranza, con le polemiche dell'opposizione. l'inversione dell'ordine del girono per discutere in via prioritaria sulla questione del Trasposto Pubblico Locale (TPL) e per votare il nome mancante nel Collegio dei Revisori dei conti dopo le dimissioni di un componente.

Sul TPL si è discusso la richiesta dei consiglieri del PDL finalizzata, per il principio dell'autotutela, al ritiro del Bando di gara attualmente in atto per l'individuazione e l'assegnazione del gestore del servizio e alla formulazione di un nuovo bando con una diversa valutazione economica. Il punto è stato illustrato dal consigliere Catello Di Somma. Egli ha ricordato che il Consiglio aveva già affrontato il problema del trasporto pubblico locale nella scorsa estate e, mentre in questo periodo di tempo, alcuni problemi in materia sono stati risolti, le misure per il TPL sono state insufficienti. Di Somma ha affermato che la Provincia si è limitata a fare da passacarte indicendo su indicazione regionale a dicembre 2009 una gara d'appalto di affidamento ad un gestore privato, ritenuta sbagliata. A giudizio di Di Somma è impossibile garantire standard qualitativi elevati nel TPL del Sannio, com'è stato annunciato dall'assessore ai trasporti, perché le somme a disposizione e messe a base d'asta sono insufficienti, essendo pari a circa € 10 milioni l'anno per sei anni. Di Somma ha detto che sono sei i milioni di chilometri che debbono essere garantiti dagli autobus extraurbani per le linee sannite: tali percorrenze comportano - ovviamente - dei costi soprattutto per il gasolio e per gli stipendi ai dipendenti in numero di 250.

In questa situazione, a dire del consigliere, mancherebbe l'utile di Impresa con le somme messe a disposizione e a base di gara: in sostanza, fino ad oggi, il servizio costa alle Aziende € 2,2 per ogni chilometri percorso, mentre la Provincia garantirebbe, come si legge a base di gara, soltanto € 1,5 Km al futuro gestore. Dunque, a giudizio di Di Somma, ci sarà un disavanzo di esercizio per il vincitore di gara di circa € 3 milioni ogni anno, aprendo così, sempre secondo Di Somma, la strada ad un contenzioso tra ,lo stesso e l'ente Provincia. In definitiva, il consigliere ha chiesto all'Amministrazione Cimitile di rimpinguare la dotazione finanziaria a base di gara con € 3 milioni da attingere dal proprio Bilancio, ritirando il bando di gara già pubblicato ed indicendone un altro.

Alla illustrazione della mozione da parte del consigliere è seguita la replica dell'assessore delegato ai trasporti Gianvito Bello. Secondo l'assessore, la relazione del consigliere era "disarticolata in quanto all'obiettivo politico che si intenderebbe perseguire da parte della opposizione in Consiglio e priva di riscontri scientifici. Secondo Bello, infatti, la mozione non ha tenuto conto, ad esempio, degli introiti che comunque vi saranno dalla gestione del TPL. Bello ha messo in rilievo il fatto che la situazione attuale del TPL, definita un "ginepraio" dal punto di amministrativo per la sovrapposizione di competenze e ruoli, e "scadente" dal punto di vista della qualità, vive su ben 19 diversi contratti di servizio con altrettante Aziende in un momento peraltro di acuta crisi economica mondiale che ha fatto lievitare i costi dei carburanti e abbassati o annullati i profitti. Questo crea un problema sociale di inaudita gravità, ha detto Bello: già tre Aziende sannite hanno chiuso ed altre sono in sofferenza; i dipendenti non vengono pagati secondo le loro qualifiche; quindi c'è il rischio che il servizio pubblico nel Sannio venga letteralmente interrotto.

L'assessore Bello ha ricordato che il tema è ben noto anche a seguito delle discussioni in Consiglio e che fu anche istituito un Osservatorio provinciale e sono state istituiti per la prima volta nella storia della Provincia capitoli di spesa nel Bilancio dell'ente per migliorare in qualche modo il servizio. La gara d'appalto bandita a dicembre 2009 non ha potuto certo superare - ha avvertito Bello - le rigide coordinate stabilite dalla legge; inoltre si è dovuto tenere conto delle implicazioni amministrative e contabili per il protrarsi della situazione precedente (ben sei sono i ricorsi giacenti al TAR contro la Provincia). E' un decreto legislativo che ha imposto alla provincia di rispettare il tempo limite ed inderogabile di bandire la gara per la sottoscrizione di un contratto di servizio: e tanto la provincia di Benevento ha fatto e, dunque, secondo Bello sarebbe stato elegante da parte della opposizione riconoscere questo merito all'ente. D'altra parte, ha avvertito Bello, il bando è stato pubblicato senza poter avere a disposizione tutte le risorse finanziarie necessarie al bisogno, che resta elevatissimo da parte della utenza.

E' successo che, ha proseguito l'assessore, in un quadro di incertezze normative, che avevano prorogato di anno in anno a partire dal 2003 il servizio secondo le precedenti norme, fu stabilito quasi d'improvviso la interruzione di questo regime di "prorogatio" con la dichiarazione di nullità dei contratti-ponte. Bello ha quindi ricordato che il bando di gara fu stabilito subito dopo un incontro con i sindaci e dopo l'approfondimento in sede di Osservatorio provinciale trasporti. La Provincia sannita, ha ricordato l'assessore, non è tra gli enti inadempienti rispetto all'obbligo di indizione del bando al 31 dicembre 2009 e dunque alla Rocca dei Rettori non è stata sottratta dalla Regione la gestione del servizio così com'è successo altrove. Bello ha poi riconosciuto la fondatezza del reclamo da parte delle Ditte della non remuneratività attuale del servizio, già da tempo avanzato, ma l'assessore non ha riconosciuto la validità delle valutazioni economiche svolte da Di Somma. L'unico modo - a suo giudizio - per garantire la continuazione del TPL nel Sannio e quindi la stessa permanenza nel proprio posto di lavoro dei 250 dipendenti attuale in forza alle diverse Aziende è quello di andare avanti con il bando di gara. "Non sono possibili tentennamenti su questo. Non possiamo perciò ritirare il bando - ha scandito l'assessore: daremo un pessimo segnale culturale alla collettività e avremo danneggiato cittadini, Aziende e dipendenti".

Secondo Bello, il valore del costo medio nazionale del servizio è di € 1,69 per Km, quindi molto vicino a quello che la Provincia di Benevento ed alcune altre Province hanno individuato nel bandire le proprie gare. Sul costo diretto del trasporto locale, la Provincia - ha spiegato Bello - non ha la possibilità normativa di intervenire con propri fondi di Bilancio (altra cosa riguarda gli investimenti per le infrastrutture), essendo questi di esclusiva competenza della Regione che dispone di tutti gli elementi di valutazione per verificare il costo delle realtà provinciali. L'assessore ha quindi insistito che occorre porre mano al più presto al Piano provinciale dei trasporti che deve essere razionalizzato ed adeguato alle reali necessità dei cittadini. Bello ha quindi auspicato che, dopo la gara, si possa avere di fronte un unico interlocutore gestionale, con il quale garantire il livello occupazionale locale e un servizio efficiente. Secondo Bello, a base d'asta sono € 9 milioni: al momento questo è il massimo che si può fare. Occorre infine, secondo Bello, giungere invece ad una reale autonomia fondato su una autosufficienza del sistema: a suo dire, questa è la vera sfida per il Sannio e per il Sud intero. Egli ha quindi annunciato per il 4 e 5 marzo la convocazione di Seminario di studio aperto a tutti sui problemi dei trasporti.

Nella controreplica di Di Somma sono state contestate le cifre dei costi rispetto a quelli elencati dall'assessore perché il consigliere ha ribadito che non tiene conto delle spese vive del servizio (stipendi al personale, carburante, manutenzione dei mezzi, etc.). Di Somma ha chiesto nuovamente che la Provincia intervenga con propri fondi.

Il consigliere Spartico Capocefalo ha definito che il prezzo d'appalto non è congruo e, dunque, secondo il bando approvato dalla Provincia, si apre la strada al licenziamento di un certo numero di dipendenti e la soppressione delle linee senza più assicurare i servizi minimi essenziali. Anche Capocefalo ha chiesto integrazioni di fondi di Bilancio che devono essere destinati, così ha detto, solo alla viabilità e ai trasporti.

Il consigliere Luca Ricciardi ha parlato di un disastro gestionale e finanziario nella gestione del TPL in Regione Campania, esposta debitoriamente per oltre 200 milioni di euro "quasi un'Alitalia" - ha detto. Ricciardi ha contestato l'aver posto a base d'asta una media nazionale irrealistica per le aree interne e con un bando definito "approssimativo". Secondo il consigliere, nessun ditta potrebbe partecipare alla gara ed ha paventato ricorsi alla magistratura civile e amministrativa "a cascata". Ricciardi ha chiesto infine che il bando venga riformulato in sede di autotutela, e concertato con gli operatori, le associazione degli utenti nell'interesse esclusivo del TPL.

Il consigliere Erminia Mazzoni ha ritenuto contraddittoria la relazione dell'assessore Bello nel momento in cui ha confermato la validità del bando, ma ha attaccato la Regione per la scarsità dei fondi disponibili, resi ancora più modesti dalle peculiari esigenze delle nostre realtà. Secondo la Mazzoni, l'assessore ha perso un'occasione per lanciare un appello forte ed univoco, al di sopra dei diversi schieramenti politici, nei confronti di chi è insensibile ai problemi del Sannio e cioè alla Regione Campania. Si poteva realizzare - a giudizio del consigliere - un fronte comune per chiedere alla Regione come mai tagli così selvaggi siano sempre ed esclusivamente riservati a danno delle aree interne.


Il consigliere Gennaro Capasso ha affermato che quando un servizio pubblico è gestito dai privati, occorre trovare un punto di equilibrio tra esigenze del privato a fare profitti e del pubblico a garantire un servizio valido per tutti i cittadini. Secondo il consigliere il punto di equilibrio non viene raggiunto nel caso bando del TPL e pertanto, a suo giudizio, lo stesso resterà poco "appetibile". Capasso ha detto, rivolgendosi a Bello, che non è sufficiente comunque "fare" una cosa, ma occorre anche farla bene: sarebbe stato meglio se la Provincia avesse rinunciato, a queste condizioni, alla delega e avesse consentito alla regione di riprendersi il servizio.


Il consigliere Lucio Rubano ha invece ritenuto non essere utile al Sannio una ulteriore sospensione delle procedure per l'affidamento del gestore unico. Egli ha però sostenuto che sia necessario un chiarimento sulla conservazione dei livelli occupazionali dei dipendenti attualmente in servizio.


Al termine del lungo dibattito, che si è protratto per circa due ore sul punto, la mozione della minoranza PDL per il ritiro del bando di gara e la sua riformulazione è stata respinta con 16 voti a 6.

Si è quindi passato alle votazioni sul revisore dei conti della Provincia in sostituzione del dott. Mario Calandro, dimissionario. E' risultata eletta la dott.ssa Maria Antonia Calandrelli (nata il 16.9.70) con 17 voti. Su questo esito si è scatenato un'aspra polemica politica.

Il consigliere Rubano ha detto di non aver voluto partecipare ad una riproposizione della maggioranza che uscì eletta dalle elezioni del 2008, ma di aver comunque votato, senza logiche di schieramento politico, a favore della dott.sa Calandrelli solo perché ne conosce personalmente la serietà e la correttezza professionale.

Il consigliere Nino Lombardi ha detto che l'UDEUR ritiene di dover rimarcare la necessità che si evitino strumentalizzazioni politiche e accuse di "inciuci" per l'esito della votazione: i componenti dell'UDEUR non hanno bisogno di tendere la mano ad alcuno. Nino Lombardi ha detto che l'UDEUR non ha svenduto alcuna posizione politica, ma che il voto per la Calandrelli è da intendersi semplicemente quale frutto di un accordo interno al centrodestra che prevedeva un revisore dei conti alla Provincia per l'UDEUR ed uno per il PDL al comune capoluogo.

Il consigliere Claudio Ricci ha ricordato che all'atto della prima votazione per la nomina del Collegio non si sapeva chi dei apparteneva alla maggioranza e chi alla opposizione: furono eletti tre nomi, non all'unanimità, ma a maggioranza n presenza di indicazioni di voto per alcuni professionisti. A maggioranza furono dunque scelti i revisori. Oggi, come allora, ha detto Ricci, "non sono in grado di dire chi sono i revisori di maggioranza e chi di minoranza. Il Consiglio è sovrano: la votazione di questa mattina è stata corretta da un punto di vista giuridico, ma anche politico. Non ci sono ombre". Claudio Ricci ha quindi concluso dicendo: "Ad ogni votazione in questo Consiglio noi manifestiamo momenti di crescita, momenti di concordia su valutazioni importanti per il Sannio e portiamo una sempre più forte stabilità politica all'Ente che amministriamo. Solo pochi mesi fa ci davano per politicamente morti come maggioranza, mentre oggi dimostriamo che siamo in buona salute. I numeri crescono, e ciò vuol dire che lavoriamo bene".


Il consigliere Gennaro Capasso ha detto che oggi la maggioranza ha tre revisori dei conti: al di là delle cose che diceva il capogruppo Ricci. L'opposizione dunque da oggi deve impegnarsi ancora di più nel controllo sui documenti che sono oggetto di parere da parte dei revisori dei conti. Rispondendo poi direttamente al consigliere Nino Lombardi, egli ha così concluso: "Accordi tra PDL e UDEUR non ci sono stati comunicati né dai vertici provinciali del partito né dal Capogruppo. Prendiamo atto che nella seduta odierna l'UDEUR ha votato con la maggiornaza. Questo è il dato politico che emerge dai fatti odierni.


Il consigliere Ricciardi ha detto di accettare che il PD , quale forza politica che a livello nazionale si ascrive ai principi del bipolarismo, faccia pure del facile moralismo su una votazione che ha sancito, ancora una volta con votazione congiunta PD-UDEUR, che i tre revisori sono ascrivibili alla sola maggioranza. Occorre invece linearità e trasparenza, non trasversalismi e inciuci. "Sui comportamenti politici ed amministrativi ci si valuta, al di là delle declamazioni non richieste - ha detto Ricciardi: il sistema di voto del revisore dei conti mette in condizione la opposizione di ottenere un ruolo di garanzia. Alla luce dei fatti il PDL deve incrementare la sua attenzione sugli atti, il nostro ruolo di opposizione non si avvarrà di un collegio di garanzia".

Il Consigliere Renato Lombardi ha contestato chi ha voluto avviare una discussione di natura politica sulla votazione già espressa dal Consiglio, avviandola peraltro in modo irritale rispetto alle norme regolamentari.


Dopo tale aspra discussione si è passati a discutere della mozione presentata dal PDL in merito al 150° anniversario dell'istituzione, nell'ottobre del 1860, della Provincia di Benevento. Sull'argomento è intervenuto direttamente il presidente della Provincia, Aniello Cimitile. Egli ha ricordato che certamente la sua Amministrazione non aveva mancato di assegnare il giustop posto nelle proprie politiche a questo anniversario e di aver già da tempo formalmente avanzato la richiesta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di partecipare alle celebrazioni fissate per il 25 ottobre. Già nello scorso mese di luglio, dal Quirinale, era pervenuta alla Provincia una risposta formale circa l'eventualità della visita del Capo dello Stato, sebbene la stessa non poteva essere programmata con tanto anticipo. Nei prossimi giorni, pertanto, ha assicurato Cimitile, si riproporrà l'istanza per la presenza a Benevento della Suprema magistratura dello Stato. Per l'intanto, la Provincia ha istituito sull'argomento un Comitato d'Onore composto da tutte le Autorità locali, civili e religiose, dalla deputazione parlamentare europea, nazionale e regionale, nonché da tutti i sindaci. Per quanto concerne poi l'anniversario del 15°° dell'Unità d'Italia, che ricorre nel 2011, il presidente ha annunciato che la provincia ha approvato un programma di massima delle iniziative di carattere culturale e celebrativo, ma che intende convocare personalmente i Capigruppo consiliari per discutere dell'argomento. Se ne riparlerà per entrambe le Celebrazioni in una prossima seduta del Consiglio.

L'Assemblea ha quindi discusso ed approvato il nuovo Regolamento del Museo del Sannio, l'istituto culturale della Provincia con 13 voti a favore e 3 astenuti.

L'argomento è stato illustrato dall'assessore delegato Carlo Falato, il quale ha ricordato che è apparso necessario all'Amministrazione attiva procedere a rivedere norme risalenti ad oltre sessanta anni fa, che appaiono superate, oltre che dai tempi, anche dalla legge regionale n.12. Il Museo, per le straordinarie ricchezze culturali che custodisce, deve poter ottenere il riconoscimento di Museo regionale e pertanto il suo ordinamento regolamentare deve disciplinare tutte le attività di fruizione ed accesso al bene. La revisione del Regolamento è necessaria perché è in corso il riconoscimento dell'inserimento della annessa Chiesa di Sofia al patrimonio Unisco e sarebbe paradossale che il Museo del Sannio, che è storicamente parte integrante, dal punto di vista culturale della Chiesa, non sia riconosciuto dalla Regione. Falato ha annunciato che le nuove norme prevedono la possibilità di un accesso da parte dei privati alla sponsorizzazione e alla valorizzazione dei beni custoditi nell'Istituto. Nell'ambito poi delle politiche culturali, Falato ha quindi annunciato che la Provincia lavora con le ( regioni del Mezzogiorno per i nuovi Bandi di concertazione sugli attrattori culturali al fine di inserire percorsi culturali per i comuni che si affacciano sul regio tratturo.

E' stata infine discussa la mozione a firma di n. 7 consiglieri del PDL e del consigliere Erminia Mazzoni tesa a promuovere e sostenere ogni iniziativa in collaborazione con le autorità scolastiche, per la difesa del Crocifisso.

La Mozione, peraltro condivisa anche dalla maggioranza, è stata illustrata dal consigliere Luca Ricciardi secondo il quale non è possibili rinunciare alla storia, alla tradizione ed alla radici millenarie del nostro Paese per inseguire un laicismo che non appartiene alla nostra identità nazionale. Secondo il consigliere Franco Damiano la mozione si colloca nel contesto delle iniziative politiche assunte al Parlamento da undici senatori del PD che hanno presentato il 18 dicembre scorso una proposta di legge che intende superare un vuoto giuridico pluridecennale e prevedere il Crocifisso in Aula. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Claudio Ricci il quale ha esortato tutti a non strumentalizzare politicamente persino il Crocifisso, tirandolo per così dire per la "giacchetta" da una parte all'altra e avendo rispetto dei sentimenti profondi del Paese.

La mozione è stata approvata all'unanimità.

Ufficio Stampa Provincia di BN