
Uno dei più grandi artisti italiani, noto per le sue piazze vuote, i manichini senza volto, le colonne e i busti di marmo
Testimonianza dell’inconscio, momenti rubati a un sogno. Questo rappresenta l’arte di Giorgio de Chirico, con le sue piazze vuote, i manichini senza volto, le colonne e i busti di marmo. Uno dei più grandi artisti italiani, nato il 10 luglio 1888, il genio della pittura metafisica, in cui l’inconscio, atto di mistero, solitudine e inquietitudine, predominano.
Italianissimo, ma nato in Tessaglia, e fu proprio la Grecia ad avere un ruolo determinante, di grande ispirazione per la sua opera; nei suoi dipinti, infatti, al fianco di piazze e caseggiati moderni, compaiono colonne, busti classici e candide statue di marmo. Un richiamo all’arte classica, ma anche arcaica. Studiò in Grecia, poi in Italia, poi in Germania, finché non si trasferì a Milano e poi a Parigi, ove fece la conoscenza di Picasso e di poeti quali Paul Valéry e Guillaume Apollinaire. Fu questo il periodo in cui diede vita a una delle serie di quadri più note: quella delle “piazze metafisiche”.
Il primo dipinto del genere nacque da una visione, come fu lui stesso a dichiarare. Si arruolò come militare volontario quando scoppio la Prima Guerra Mondiale e, trasferito a Ferrara, fece amicizia con Carlo Carrà, con il quale diede il via alla corrente metafisica.
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