Accadde oggi: 13 settembre, la morte di Dante Alighieri

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Il decesso fu probabilmente causato dalle febbri malariche che contrasse passando attraverso le paludi di Comacchio

Dante Alighieri, il sommo poeta, morì prematuramente a Ravenna fra il 13 e il 14 settembre 1321, molto probabilmente a causa delle febbri malariche che contrasse passando attraverso le paludi di Comacchio, se non a Venezia, città nella quale si era recato da poco, per delle ambascerie volute da Guido Novello. E fu proprio Novello, come raccontato da Boccaccio, a onorare Dante con esequie solenni.
Attestazioni di compianto si registrarono tra molti poeti volgari dell’epoca. Sonetti in morte di Dante furono infatti composti dal fiorentino Pieraccio Tedaldi, da Bosone da Gubbio in corrispondenza per altro con Manuello Romano, dal veneziano Giovanni Quirini, cui si dovrà aggiungere la canzone Su per la costa, Amor, de l’alto monte, in cui Cino da Pistoia esprime il proprio rammarico per la scomparsa dell’antico e famoso amico.

La sua salma venne sepolta in un’arca presso il tempio ravennate di San Pier Maggiore e da allora non ha mai lasciato la città. Più volte i resti scomparvero dalla tomba di Ravenna; l’ultima volta nel 1810, quando il convento fu soppresso per l’editto napoleonico: fu allora che i frati nascosero la cassetta con le ossa in un muro.