Accadde oggi: 17 luglio, comincia la guerra civile spagnola

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Pablo Picasso ricordò nel grande capolavoro Guernica il bombardamento aereo tedesco sull’omonima città, durante il conflitto

Erano gli anni della dittatura di Miguel Primo de Revera e, dopo dieci anni, a seguito della vittoria del partito repubblicano alle elezioni tenutesi nel mese di aprile, Re Alfonso lasciò il Paese e in Spagna venne proclamata la repubblica. Ma nel 1933, la destra, appoggiata dalla Chiesa e dall’esercito, tornò al potere, portando con sé una situazione politica e sociale molto difficile, segnata da numerosi scioperi e disordini che sconvolsero il Paese.
Moti e sommosse che portarono al 17 luglio 1936, quando le truppe di stanza in Marocco insorsero e la rivolta si estese a tutto il Paese. L’appoggio italiano alla guerra fu ingente: Mussolini inviò in Spagna quasi 80 mila uomini, dei quali morirono seimila e 15 mila restarono feriti. Anche l’URSS si impegnò nell’invio di aiuti e consiglieri militari, ma non di truppe combattenti. La Francia e la Gran Bretagna restarono impassibili e spettatrici.

Dopo tre anni le truppe di Franco entrarono a Madrid e la guerra venne dichiarata conclusa. Ma fu un’illusione, l’arrivo della pace, perché cinque mesi più tardi Hitler invase la Polonia ed ebbe inizio la Seconda guerra mondiale alla quale la Spagna non partecipò. Francisco Franco costrinse all’esilio numerosi intellettuali e artisti: su tutti il pittore Pablo Picasso, che ricordò nel grande capolavoro Guernica il bombardamento aereo tedesco sull’omonima città, durante il conflitto.