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Accadde oggi: 17 settembre, l’invasione della Polonia da parte dell’Armata Rossa

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Decine di migliaia di polacchi deportati in Siberia, angherie inaudite contro i patrioti polacchi e migliaia di individui massacrati

Il 17 settembre 1939 l’Armata Rossa di Stalin, agli ordini del maresciallo Mikhail Kovalov, varcò i confini bielorussi dando il via all’invasione per parte sovietica della Polonia. La Seconda Guerra Mondiale era cominciata da una decina di giorni con le dichiarazioni di guerra di Gran Bretagna e Francia alla Germania, la quale aveva respinto l’ultimatum di un immediato ritiro delle proprie truppe dai territori polacchi occupati. In ogni caso, non fu intimato ai sovietici di abbandonare il vastissimo territorio della Polonia orientale da loro sottomesso con la scusa di salvaguardare l’incolumità degli ucraini e dei bielorussi privati di rappresentanza governativa dopo il crollo della loro patria.

Fatti terrificanti, catastrofici, distruttivi che parlano di decine di migliaia di polacchi deportati in Siberia, di angherie inaudite contro i patrioti polacchi e di migliaia di individui massacrati. In questo quadro di brutture si inserisce l’orrore delle fosse di Katyn.

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