
Un colossale rogo, il fuoco che iniziò a bruciare nell’area mercantile della città e che ben presto andò fuori controllo
Un evento che si caratterizza per il tanto mito e per le leggende che si sono costruite attorno a esso. Il grande incendio di Roma, un colossale rogo, il fuoco che iniziò a bruciare nell’area mercantile della città e che ben presto andò fuori controllo. Si racconta, addirittura, che l’imperatore Nerone, nel frattempo, fosse intento a suonare la lira e a cantare, mentre osservava l’incendio da una distanza di sicurezza, ma questo accadimento, molto probabilmente, fa parte della voglia di screditare l’imperatore, dato che gli storici accertarono in seguito che Nerone, quel giorno, non si trovasse a Roma. Le solite voci vorrebbero che proprio Nerone avrebbe scatenato l’incendio per poter poi acquisire sotto costo i terreni per la sua nuova reggia, la lussuosissima Domus Aurea, che in effetti costruì poco dopo, anche perché gran parte delle sue stesse residenze era andata in fumo. ma l’imperatore cercò di rimediare al calo di popolarità, dando la colpa dell’accaduto ai Cristiani, la nuova setta che stava facendo proseliti.
L’incendio scoppiò la notte del 18 luglio 64 d.C. (ante diem XV Kalendas Augustas, anno DCCCXVII a.U.c.) nella zona del Circo Massimo e, secondo le fonti, infuriò per nove giorni complessivamente, propagandosi in quasi tutta la città.
I morti furono migliaia e circa 200 mila quelli che ne uscirono senzatetto. Numerosi edifici pubblici e monumenti andarono distrutti, insieme a circa 4.000 insulae e 132 domus. In particolare sono stati rinvenuti, in alcuni casi, frammenti di arredi metallici parzialmente fusi, a riprova della violenza delle fiamme e delle elevatissime temperature raggiunte
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