Accadde oggi: 20 febbraio, le case chiuse abolite dalla Legge Merlin

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La legge andò in vigore dopo sette mesi: molte di queste strutture furono convertite in enti di patronato per l’accoglienza e il ricovero delle ex-prostitute

Il 20 febbraio 1958 si ebbe l’approvazione definitiva della legge Merlin che aboliva le case chiuse. Ci vollero esattamente sette mesi per arrivare alla definizione della legge: fu, infatti, il 20 settembre successivo che vennero chiuse 560 case di tolleranza in cui venivano ospitate circa 2.700 prostitute. La prostituzione volontaria e compiuta da maggiorenni non sfruttati, restò però legale, in quanto considerata parte delle scelte individuali garantite dalla Costituzione, come parte della libertà personale inviolabile (articolo 2 e articolo 13). La legge non venne approvata subito, ma ci vollero dieci anni per farla passare dopo lunghe discussioni in Parlamento. A votarla, fu parte della Democrazia Cristiana, Partito Comunista, socialisti e repubblicani. Votarono contro invece monarchici, Msi, Pli e socialdemocratici.

Molte ex case chiuse furono convertite in enti di patronato per l’accoglienza e il ricovero delle ex-prostitute. L’avvenimento segnò una svolta nel costume e nella moderna cultura italiana e venne visto da alcuni come una svolta positiva, da altri col timore di alcune conseguenze quali gravi epidemie di malattie veneree e il dilagare delle prostitute per le strade, cosa che in effetti avvenne