Accadde oggi: 24 gennaio, ha inizio la corsa all’oro

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Mentre ispezionava i lavori in una segheria in California, un carpentiere notò delle schegge luccicanti nell’acqua

Il 24 gennaio 1848 un carpentiere di nome James Wilson Marshall, impiegato del pioniere svizzero John Sutter, fece una scoperta che avrebbe cambiato la storia degli Stati Uniti. Mentre ispezionava i lavori in una segheria sulle rive dell’American River, vicino a Coloma, in California, Marshall notò delle schegge luccicanti nell’acqua. Li raccolse e li fece esaminare: era oro.
A quel tempo, la California era appena passata sotto il controllo degli Stati Uniti, in seguito alla guerra messicano-americana e al Trattato di Guadalupe Hidalgo, firmato poche settimane dopo, a febbraio. La regione, ancora scarsamente popolata da coloni americani, era composta in gran parte da terreni rurali, ex territori messicani e comunità indigene.
John Sutter, desideroso di proteggere la sua terra e i suoi progetti agricoli, inizialmente cercò di mantenere segreta la scoperta. Alla fine, però, le informazioni trapelarono e gli abitanti del posto accorsero in massa sul posto. Poi, i giornali californiani, in particolare il California Star e The Californian, cominciarono a diffondere la voce. Nel giro di pochi mesi la notizia si diffuse in tutto il Paese, veicolata da testimonianze, lettere e barche.

La vera svolta avvenne alla fine del 1848, quando il presidente degli Stati Uniti James K. Polk confermò ufficialmente la presenza di oro in California in un discorso al Congresso, dopo aver ricevuto un campione del prezioso metallo. La convalida presidenziale accese l’immaginazione del pubblico e legittima la corsa alle elezioni.