Accadde oggi: 26 aprile, il grande disastro a Chernobyl

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Nei primi anni 2000 il Center for Russian Environmental Policy dichiarò che la mortalità dovuta a malattie derivate dall’incidente si aggiri intorno a un milione di persone

Il 26 aprile 1986 esplose il reattore 4 della centrale di Chernobyl, in Ucraina, nelle cui zone limitrofe oggi si assiste allo spettrale spettacolo di città fantasma. Fu il primo incidente a essere classificato di livello 7, il massimo della scala INES, ad oggi il più grande disastro naturale. Inizialmente, si disse che che l’esplosione fosse stata causata dagli errori del personale nell’eseguire un test definito di sicurezza sul reattore RBMK 1000. Un secondo studio sull’incidente evidenziò anche gravi debolezze di progettazione del reattore RBMK. Le sostanze fuoriuscite dalla rottura delle tubature a contatto con l’aria innescarono una violentissima esplosione che causò lo scoperchiamento del reattore e un incendio che colpì l’intero sito. Le onde radioattive imposero l’immediata evacuazione di più di 330mila persone.

Le morti dirette accertate, tra soccorritori e personale presente al momento dell’esplosione nucleare, sono 65, ma nei primi anni 2000 il Center for Russian Environmental Policy dichiarò che la mortalità dovuta a malattie derivate dall’incidente si aggiri intorno a un milione di persone.
Alcuni scienziati ritengono che a causa dei fortissimi livelli di Cesio 137, diffusosi a causa dell’esplosione, l’area non potrà essere ripopolata prima di 180 – 320 anni, Non mancano comunque segnalazioni di animali che sono tornati a vivere in loco, senza apparenti danni alla loro salute.