
Ci vollero sedici anni affinché meno di cento operai specializzati costruissero questo grande, assoluto capolavoro di alta ingegneria, un gigante di pietra e mattoni che mantiene ancora intatto il segreto della sua costruzione
Sono passati 606 anni, ma la sua bellezza si mantiene viva come fosse nata ieri: il 7 agosto 1420, con una grande cena inaugurale a base di meloni e vino, ebbe inizio la costruzione della cupola del duomo di Firenze, simbolo del Rinascimento italiano, su progetto del rinomato architetto Filippo Brunelleschi. È quella con il più grande diametro della storia, quasi 55 metri nella parte esterna, divisa in otto spicchi. La sua elevazione totale, compresa la palla dorata e la croce che la sormontano, è di 116,50 metri.
Ci vollero sedici anni affinché meno di cento operai specializzati costruissero questo grande, assoluto capolavoro di alta ingegneria, un gigante di pietra e mattoni che mantiene ancora intatto il segreto della sua costruzione. Un’immensa cupola che fu innalzata grazie a geniali macchine ideate dallo stesso Brunelleschi e condotta su ponteggi aerei, dotati di ascensori e parapetti. Il prodotto di una genialità , un’impresa coraggiosa che ancora oggi ammiriamo innalzato sul cielo di Firenze.
Alla sommità troviamo la Lanterna, completata con l’intervento di più artisti dopo la morte di Brunelleschi sopraggiunta nel 1446. Per realizzarla, furono utilizzate macchine che l’architetto stesso aveva progettato. Essa ha una funzione molto importante per la statica globale: i costoloni, infatti, convergono verso il serraglio, la base della Lanterna, il cui diametro è circa 6 metri.Â
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