Accadde oggi: 7 dicembre 1851, il brevetto del primo frigorifero

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Compie oggi 158 anni l’immancabile elettrodomestico delle nostre cucine, preziosa dispensa elettrica di tutte le case. Singolo o a incasso, a colonna, con o senza freezer, a una o a due porte, bianco o colorato, è un importante alleato della nostra cucina, ma anche del nostro benessere, dei nostri consumi e spesso scelto, oltre che per le qualità tecniche, anche per il suo design. Il frigorifero vanta molti padri-inventori, a partire addirittura dal 1700. Bisogna però attendere fino al 7 dicembre 1851 quando l’inglese John Gorrie brevettò la prima macchina frigorifera della storia che solo nel 1900 fu prodotto in serie e diventò accessibile alle famiglie. Gli italiani conquistarono la macchina del freddo negli anni ’50 grazie all’imprenditore Giovanni Borghi, proprietario della Ignis.

Fu una vera e propria invenzione rivoluzionaria stimolata dalla rivoluzione industriale dell’Ottocento, periodo in cui si intensificarono gli scambi commerciali tra i continenti. Prima di allora, l’unico mezzo per conservare in buone condizioni, anche se per poche ore, i prodotti alimentari erano il ghiaccio e la neve. Tra il XVII e il XVIII secolo, in Italia nacquero magazzini chiamati neviere, mentre già nel Rinascimento si trovavano, qua e là, piccoli edifici adibiti a ghiacciaie in cantine, corti rustiche e palazzi. Le neviere venivano riempite durante l’inverno con ghiaccio frantumato o neve pressata alternata a strati di paglia e ricoperta di foglie secche o stracci di lana. Già nel Seicento, sulla riviera adriatica sorsero ghiacciaie per la conservazione del pesce, mentre a Milano, in assenza di neve naturale, si produceva il ghiaccio allagando un tratto di terreno e lasciandolo congelare finchè la crosta non arrivava a una dimensione utile per essere spaccata in blocchi da trasportare. A Genova, invece, ghiaccio e neve erano utilizzati per conservare i carichi di pesce da imbarcare.


In ogni caso, tutto questo non bastava e le condizioni igieniche precarie attiravano molti parassiti roditori. Questo accadeva spevialmente durante i trasporti dei generi alimentari tanto che ai tempi della Repubblica di Venezia, le grandi navi venivano assicurate con le prime polizze solo se garantivano a bordo la presenza di qualche gatto per proteggere le merci dall’assalto dei roditori, con un marinaio incaricato della loro cura. Dal 1900 vi fu il fenomeno chiamato “l’arrivo del freddo” e sia le navi che le case poterono finalmente contare su cibi sani grazie ai primi esemplari di frigoriferi che registrarono nei decenni successivi un rapido progresso tecnologico, oltre che estetico. Il design fu, così come lo è ora, fondamentale e trasformò la dispensa elettrica, che inizialmente era bianca e squadrata, in un vero e proprio complemento d’arredo che iniziò a rivestirsi di colori e altri elementi estetici. Addirittura, oggi in Asia disegni e decorazioni personalizzano il frigorifero mentre in Europa sono ancora molte le famiglie che preferiscono quello a incasso, per non spezzare il design dell’arredamento della cucina. Sono in tanti, invece, ad amare l’idea di rivestire il frigorifero di appunti, fotografie e calamite magnetiche di ogni dove. Nel 2000, la politica europea che obbliga a ridurre i consumi elettrici ha fatto in modo che il frigo diventasse “virtuoso”, facendolo consumare meno della metà dei primi modelli, conservando più a lungo i cibi

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