
Nel suo primo discorso pubblico come pontefice, utilizzò come filo conduttore un augurio incondizionato per una pace “disarmata e disarmante”
L’8 maggio 2025 il cardinale statunitense Robert Francis Prevost fu eletto 267° Papa della Chiesa cattolica, assumendo il nome di Leone XIV. La fumata bianca apparve alle 18:08 circa, con l’annuncio “Habemus Papam” dato alle 19:12.
Prevost, nato a Chicago, è il primo pontefice proveniente dagli USA, nonché il primo appartenente all’Ordine di Sant’Agostino. In virtù dei suoi anni trascorsi in Perù, ne possiede la cittadinanza.
Il conclave iniziò il pomeriggio del 7 maggio e, al quarto scrutinio, il giorno seguente il pontefice venne eletto. Il suo nome è stato scelto in onore di papa Leone XIII. Era considerato tra i cardinali papabili, ma non tra i più in vista, al punto che la sua elezione al pontificato fu considerata inaspettata da molti. Eppure, il passato missionario di Prevost e la sua ampia conoscenza del mondo esterno all’Occidente fu ritenuto dagli osservatori delle dinamiche vaticane ed ecclesiali come un fattore che ne ha favorito la scelta.
Per il primo saluto dalla loggia, a differenza del predecessore papa Francesco I, morto nel giorno del Lunedì in Albis, riprese a indossare l’abito corale con mozzetta rossa e la stola papale. Nel suo primo discorso pubblico come papa, utilizzò come filo conduttore un augurio incondizionato per una pace “disarmata e disarmante” nel mondo recitando la preghiera dell’Ave Maria prima di dare la sua prima benedizione Urbi et Orbi.
Giornalista
















