
La ricorrenza affonda le sue radici in Oriente e va ricollegata al Menologium Basilianum, calendario che poneva in quei giorni l’inizio dell’anno ecclesiastico
L’8 settembre è la data che celebra ufficialmente la nascita della Vergine. Una ricorrenza che come spesso accade per gli anniversari mariani affonda le sue radici in Oriente e che va ricollegata al Menologium Basilianum, calendario che poneva in quei giorni l’inizio dell’anno ecclesiastico.
Particolare attenzione bisogna prestare alla delicata scena del ritorno a casa di Gioacchino dopo l’autoesilio, immortalata dal dipinto di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. “Anna se ne stava sulla porta, e vedendo venire Gioacchino, gli corse incontro e gli si appese al collo, esclamando: ‘Ora so che il Signore Iddio mi ha benedetta molto. Ecco, infatti, la vedova non più vedova, e la sterile concepirà nel ventre’”. E proprio a Gerusalemme, presso la casa dei genitori di Maria, nel IV secolo venne edificata la basilica di sant’Anna, nel giorno della cui dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. L’8 settembre, dunque, si riferisce proprio a quell’evento.
Maria nacque santa, poiché fu concepita senza macchia originale e piena di ogni grazia che sorpassò quella di ciascun santo, di tutti gli Angeli e i Beati del cielo, perché Maria era destinata a divenire Madre di Dio. La giovane donna fu eletta a essere Madre di Dio, ed era necessario che Dio l’adornasse d’una grazia corrispondente alla dignità eccelsa cui l’aveva destinata. Inoltre, era destinata a essere mediatrice di tutte le grazie e perciò ebbe una grazia superiore a quella di tutte le altre creature.
Giornalista
















