Accadde oggi: 9 marzo 2020, #iorestoacasa e il lockdown totale

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“Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Ai loro cari va la vicinanza di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini. Sto per firmare un provvedimento che potrei definire così: #iorestoacasa. Non ci saranno più “zona rossa” o “zona 1 e zone 2″, ci sarà solo l’Italia zona protetta. Saranno quindi da evitare spostamenti su tutto il territorio nazionale a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, necessità o salute. Estenderemo tutte le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo su tutto il territorio nazionale. Inoltre aggiungiamo anche un divieto degli assembramenti sia all’aperto che nei locali chiusi. Sono costretto ad intervenire in maniera decisa per tutelare la salute dei tutti e in particolare quella dei più fragili”.

Forse non dimenticheremo mai queste parole, a canali unificati, e nello stesso tempo in diretta Facebook e su ogni canale governativo ufficiale. L’allora premier Giuseppe Conte, visibilmente teso e scosso, ci aprì uno scenario alquanto surreale, al quale non eravamo abituati e che ci avrebbe fatto piombare nella tensione, nell’ammutinamento, nel silenzio, nella solitudine. Un lockdown generale, non un’uscita se non per motivi di assoluta necessità, non una visita a parenti, genitori, nonni. Non una passeggiata al parco. La pandemia avanzava incessantemente, i decessi erano tanti e bisognava fermare la salita di quei numeri inquietanti. Scadenze che venivano costantemente prorogate, e un’Italia che veniva abbracciata dal mondo intero, L’Italia dei flash mob e delle canzoni sui balconi; l’Italia silenziosa e fiera, battagliera. Uno scenario che ci lasciava sperare che il peggio sarebbe passato. “Lontani ora per riabbracciarci domani”. E intanto il tempo scorre, un anno è passato, e gli abbracci sembrano ancora lontani a venire…

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