Born in the USA, un album da record

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Il 21 dicembre del 1985 Born In The U.S.A. di Bruce Springsteen, batteva il record detenuto fino ad allora da Thriller di Michael Jackson. Il disco del Boss, lanciato dal radiofonico brano “Dancing in the dark”, divenne il primo a rimanere in testa alla classifica per 79 settimane consecutive.
Born In The U.S.A. è il settimo album dell’artista statunitense, pubblicato nel giugno 1984, e subito consacrato al successo mondiale, con picchi di vendita che hanno raggiunto le 15 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti, e altrettante nel resto del mondo. Grazie all’album, Bruce Springsteen divenne una rockstar planetaria ed ebbe un successo così grande che anche Ronald Reagan, in corsa per la rielezione, citò il cantante come esempio positivo d’ispirazione dei valori americani.


Springsteen all’inizio della sua carriera non aspirava a tanta popolarità. Nel 1978 si imbatté nel libro “Born on the Fourth of July”, la storia un ragazzo ciecamente patriottico che si arruola nei Marines per tornare dal Vietnam, paralizzato dall’addome in giù e convertito all’attivismo pacifista. Quando cominciò a scrivere quelle che poi saranno le canzoni di Nebraska, sulla sua scrivania aveva anche un manoscritto, una sceneggiatura chiamata Born in the U.S.A. che il regista Paul Schrader gli aveva inviato un po’ di tempo prima da cui il ca9ntante prese in prestito il titolo, cominciando a trasformare la canzone. Il primo ritornello che ne venne fuori fu una rima fra “born in the U.S.A.” e un verso che venne poi scartato “the american way”.

Springsteen registrò Born in the U.S.A. sul suo registratore a quattro piste insieme al resto delle canzoni di Nebraska, come una melodia cruda e rumorosa. Nel 1982, Bruce e la E Street bandl la suonarono per la prima volta dal vivo e in quel momento la melodia iniziò a evolversi e l’aggiunta di un motivetto di sei note, a partire dal ritornello di Bruce, diventò un vero e proprio riff.

L’album è stato inserito all’85º posto nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone mentre il singolo Born in the U.S.A. al 275º posto nella classifica delle canzoni.
In Italia Born the U.S.A. è il secondo per numero di vendite con 1.400.000 copie, dietro solo a True Blue di Madonna.

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