Fulmini e temporali in montagna, le raccomandazioni della Protezione Civile

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Con il clima sempre più instabile e le allerte meteo che in questi giorni d’agosto si susseguono in tutta Italia, la Protezione Civile richiama l’attenzione sui comportamenti da adottare in caso di temporali in montagna. La crescente frequenza di fenomeni estremi, legata al cambiamento climatico, rende infatti indispensabile conoscere e rispettare alcune regole di sicurezza.

In questi giorni d’estate, poi, è facile scegliere la montagna come luogo in cui cercare una temporanea frescura, che sia per una passeggiata, un puc nic o una breve vacanza. È pur vero, però, che il clima tende a cambiare improvvisamente e ci si trova in un istante a interfacciarsi con fulmini, pioggia o grandine.

La Protezione Civile ci ricorda che se durante un’escursione si vede un lampo e si sente un tuono, la prima indicazione è quella di scendere rapidamente di quota, evitando creste e vette, zone particolarmente esposte e pericolose perché appuntite e soggette a scariche elettriche. Fondamentale è cercare riparo all’interno di una costruzione o, se possibile, in un’automobile, a patto che siano raggiungibili in tempi brevi e senza correre rischi ulteriori.

Una volta trovato un luogo sicuro, gli esperti raccomandano di attendere almeno trenta minuti dall’ultimo tuono prima di tornare all’aperto, perché il pericolo di fulminazioni persiste anche quando il temporale sembra ormai alle spalle.

In un’estate segnata da violenti nubifragi, grandinate improvvise e allagamenti, la raccomandazione della Protezione Civile è chiara: la montagna, in condizioni di maltempo, può trasformarsi in un ambiente ostile e rischioso. Prudenza, preparazione e attenzione alle previsioni meteorologiche diventano strumenti essenziali per tutelare la propria sicurezza e quella degli altri.