Lettera di una giovane sannita all’anoressia

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Cara ana, o preferisci che io ti chiami con il tuo nome completo? Cara anoressia, sono Iris (nome di fantasia), ho 19 anni,  ma non serve che te lo dica, tu sai benissimo chi sono, come mi chiamo e quanti anni ho. Mi hai ridotta a pesare 34 kg. Ma non sei stanca? Non sei stanca di distruggere la vita di tante persone senza  avere un briciolo di amore? Hai bussato alla mia porta e io ti ho aperta, inconsapevolmente ti ho aperto.

Perché sì, quando si tende a fidarsi della mente e del cuore, questo succede. Perché, perché hai invaso la mia testa? Perché non mi lasci scampo? Eh sì, tu preferisci farmi vedere schemi bui togliendomi tutto e tutti. Preferisco sconfitte date dalla spensieratezza della mia età, non da te! Mi fai sentire un corpo vagabondo, triste e imprigionato. Mi vuoi portare via la vita, il futuro, farmi dimenticare la bellezza e il piacere di vivere, mi vuoi rubare l’amore. 

Ma io non te lo permetterò. Adesso che ti ho scoperta, ho trovato il mio coraggio. Non ti affronto da sola, perchè non ce la faccio, ho accettato l’aiuto di persone specializzate. Non è facile accettare di aver bisogno di qualcuno, sforzarsi di credere di averti, mangiare obbligatoriamente, potrei continuare infinitamente con un elenco di fatiche e dolori ma preferisco fermarmi, non meriti tutta questa attenzione. Mi fermo perché non voglio che tu continui a tormentarmi, a non lasciarmi in pace. So che sarai sempre con me, ma io non voglio avere paura di te. Perché mi tormenti così tanto? Cosa vuoi da me? Chiedo tanto se mi lasci vivere e risplendere? È tempo che tu diventi un ricordo, non posso tenerti più dentro di me, dentro i miei pensieri. Ho bisogno della vita, ho bisogno della vera me, dell’amore vero. Io, ora cerco il sole e inizio da ME… dal mio meraviglioso corpo… 

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