Società si servizi: cala il fatturato (-3%) ma crescono gli addetti (+1,6%)

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Comunicato Stampa – Fondazione Nazionale dei Commercialisti

Le regioni che presentano i decrementi di fatturato più ampi sono le Marche (-7,3%), l’Umbria (-6,9%), il Veneto (-5,8%), il Piemonte (-5,6%), l’Emilia-Romagna (-4,9%) e la Sardegna (-4,1%)     

Fatturato in flessione del -3% nell’anno pandemico rispetto al precedente, ma gli addetti crescono del +1,6%. Questa la fotografia del settore dei servizi scattata dall’Osservatorio sui bilanci 2020 delle Srl del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.  Il comparto, il cui campione analizzato riguarda 98.802 aziende, ha registrato un decremento dei ricavi molto più limitato rispetto alla riduzione media che hanno segnato complessivamente le società a responsabilità limitata (-8,5%). Il valore della produzione, invece, è diminuito del 2,5% e quello del valore aggiunto del – 2. Il settore Servizi, nel complesso, è riuscito comunque a contenere la contrazione verificatasi a seguito dell’emergenza pandemica. La dinamica all’interno del settore è stata molto eterogenea, poiché il comparto dei servizi informatici ha fatto registrare un aumento del fatturato (+7,4%), mentre i servizi professionali (-3,5%) e i servizi di ricerca e sviluppo (-6,5%) hanno subito una contrazione. 

A livello di macroaree, nel Nord-est si registra il calo maggiore (-4,9%) rispetto al resto d’Italia. In particolare, il Sud (-0,3%) e il Centro (-0,3%) sono riusciti a contenere la flessione dei ricavi, mentre il Nord-ovest (-4,1%) presenta un risultato in linea con il Nord-est. 

Passando dalle macroaree alle singole regioni, quelle che presentano i decrementi di fatturato più ampi sono le Marche (-7,3%), l’Umbria (-6,9%), il Veneto (-5,8%), il Piemonte (-5,6%), l’Emilia-Romagna (-4,9%) e la Sardegna (-4,1%). In controtendenza, le regioni, che presentano invece incrementi sono la valle d’Aosta (+10%), il Molise (+2,6%), la Sicilia (+2,4%), l’Abruzzo (+1,5%), la Calabria (+1,4%) e il Lazio (+0,9%). Nel Nord-ovest, a parte la Valle d’Aosta, tutte le altre regioni denotano una diminuzione  dei ricavi, con il Piemonte in evidenza. Nel Nord-est, lo scenario è simile al Nord-ovest. Anche qui tutte le regioni presentano una flessione del fatturato, con il Veneto in primo piano. Nel Centro si verificano andamenti molto divergenti tra alcune regioni. L’Umbria e le Marche mostrano infatti un calo significativo, la Toscana (-2,1%) fa rilevare uno minore, mentre il Lazio (+0,9%), con una crescita del fatturato inferiore all’1%, riesce a controbilanciare gli effetti negativi delle altre regioni. Nel Sud, infine, le regioni con una riduzione del fatturato sono 3 su 8. Dopo la Sardegna che presenta il calo più ampio, troviamo la Campania (-1,6%) e la Puglia (-0,5%), mentre il fatturato è aumentato nel Molise, nella Sicilia, nell’Abruzzo, nella Calabria e nella Basilicata (+0,3%). 

Focalizzando l’analisi sull’andamento nei singoli comparti del settore dei servizi, quelli  più colpiti dalla riduzione del fatturato sono le Attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese (-16,1%), seguiti da: Attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (-12,7%), Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (-9,3%), Pubblicità e ricerche di mercato (-8,8%), Attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (-4,9%) e Attività degli studi di architettura e d’ingegneria (-2,9%). Il comparto dei Servizi di vigilanza e investigazione (-1,1%) è riuscito, invece, a contenere il calo del fatturato. Vi sono poi altri settori che hanno fatto registrare un aumento dei ricavi. In particolare, si registra un trend positivo nel comparto ricerca scientifica e sviluppo (+14,6%) e nel comparto Produzione software, consulenza informatica e attività connesse (+8,5%), a seguire il comparto Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici (+4%) così come Attività legali e contabilità (+1,8%) e Attività di servizi per edifici e paesaggio (+0,9%). 





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