
Foto tratta da presepio.it
Si avvicina il Natale ed รจ doverosa una passeggiata a San Polo del Matese, che tradizionalmente viene considerato il paese matesino del presepe, piccolo borgo di poche centinaia di abitanti arroccato su uno dei contrafforti del Matese, certamente di origini sannitiche, come testimoniato dai resti di due necropoli ritrovate in contrada Camponi. Si tratta di un suggestivo borgo caratterizzato da un antico centro storico, fatto di pietra, vicoli e stradine, con caratteristiche casette che danno al centro uno stampo tipicamente medievale.
La struttura del paese sorge attorno a un fortilizio di epoca longobarda, di cui purtroppo resta ben poco. Anche la chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli ha una tipica struttura medievale. Risale al 1241 e a causa di diversi terremoti ha nel tempo subito numerose ricostruzioni che hanno quasi nascosto le caratteristiche peculiari della costruzione originaria. Allโinterno si puรฒ ammirare un battistero del 1552, unโacquasantiera del 1616 e una statua lignea della Madonna col Bambino, opera di Di Zinno, risalente al 1755. Unโantica torre riadattata rappresenta il campanile, e nei pressi sono visibili rocce risalenti a circa 100 milioni di anni fa che racchiudono numerosiย fossiliย di antichi bivalvi. Testimonianza, questa, che nel periodo Cretacico il mare arrivasse fino allโattuale territorio di San Polo, fin quando, circa 10 milioni di anni fa, il massiccio del Matese cominciรฒ a emergere.
Nel cuore del centro storico del paese รจ ubicato il vecchio palazzo della famigliaย Rogati, ora divenuto proprietร comunale, dove si puรฒ visitare il presepe permanente realizzato, negli anni Sessanta, dallโartista spagnolo Juan Marรฌ Oliva, con figure di Antonio Mazzeo. Lโopera rappresenta fedelmente, in scala, un paesaggio della Palestina e la maggior parte del materiale utilizzato per la sua realizzazione proviene proprio da Barcellona.
Luigi Rogati era un uomo dalla spiccata sensibilitร e dalla forte spiritualitร , e questo fu uno dei motivi per cui decise di far realizzare, nellโagosto del 1961, in soli sedici giorni, unโopera dal grande valore artistico, in una stanza della sua abitazione. Il presepe fu progettato e realizzato dal barcellonese Oliva, i cui influssi sono ben visibili nellโopera, coadiuvato dal prof. Angelo Stefanucci di Roma.
Il presepe ha un tipico stile orientale, dato che tutto riporta e ricorda lโambiente della Palestina al tempo di Cristo. La parte posteriore รจ ricca di richiami palestinesi, con personaggi in terracotta provenienti proprio da Barcellona, modellate dallo scultore Martin Castells. Anche gli alberi le palme, gli ulivi, le agavi e i cespugli, in ferro e sughero, provengono dalla Spagna. Le figure in primo piano, alte 25 cm, sono realizzate in cartapesta, a firma dello scultore Antonio Mazzeo di Dragoni di Tequile, in provincia di Lecce, sulla scorta di figurini e di modelli ricavati da antiche stampe, bassorilievi e pitture.
Nellโinsieme, il paesaggio rappresentato mostra una straordinaria gamma di colori, e riproducono fedelmente anche i piccoli oggetti. Il presepe mostra le due fasi del giorno e della notte. Durante la fase del buio il cielo si riempie di stelle, da sinistra compaiono lโOrsa Maggiore e la Stella Polare, a destra la luna falciata. Allโimprovviso appare un angelo, accompagnato da una musica divina, che pronuncia le parole dellโAnnunciazione. Lโangelo, poi, sparisce e si illumina la grotta dove sostano i personaggi della Sacra Famiglia insieme al bue e allโasino. Fu lรฌ che la Madonna diede alla luce il Salvatore. Sul fondo, in alto, si nota la comparsa degli angeli che annunciano ai pastori la lieta novella. Questi si recano alla capanna del Cristo a rendergli omaggio e, nel far ritorno a casa, manifestano il lieto evento e glorificano Dio. Poco dopo in cielo appare una cometa, e a seguire i Magi, venuti per adorare il bambino e portargli doni preziosi.
Dopo lโapparizione dei tre re, la notte gradualmente si dissolve e vengono dapprima lโalba e poi la luce del giorno. Ecco qui nel suo splendore il paesaggio palestinese: la regione della Giudea, collinosa, con Gerusalemme, il capoluogo, circondata dalle mura. Sullo sfondo il lago di Tiberiade, solcato da due barche a vela. Sulla destra, le case bianche della cittร di Betlemme e una folta folla di danzatori, venditori, cammelli, dromedari, elefanti, schiavi, pastori. Presente, inoltre, il caravanserraglio, con il tessitore e il venditore di tappeti, e ancora venditori di anfore, di ceste di frutta esotica, lโacquaiolo e il fumatore di narghilรฉ.
Quattro personaggi rappresentano i componenti della famiglia Rogati, morta nel 1954.ย Tutto lo scenario รจ accompagnato da una musica che dona suggestione e intensa emozione. Al lato della stanza che ospita il presepe, a complemento di questo, Juan Marรฌ Oliva ha costruito tre diorami rappresentanti lโAnnunciazione, la Fuga in Egitto, ove si intravedono le piramidi e la Sfinge, la Bottega di Nazareth.ย A destra รจ stato riprodotto il torrione di San Polo Matese. In seguito al decesso dei Rogati, il comune acquistรฒ lo stabile, facendo in modo che il piccolo borgo non perdesse unโopera dโarte piรน unica che rara.
I locali del Palazzo Rogati ora costituiscono anche una fornita biblioteca paesana.

Foto della pagina Fb ‘Presepe Vivente San Polo Matese’
Nel 1982, grazie allโallora parroco Angelo Spina, nacque il Presepe Vivente di San Polo. con un cast di personaggi di circa 140 unitร , con cui venne realizzato un percorso con l’allestimento di scene che richiamano lโantica Palestina. Una tradizione che va avanti da anni, e grazie alla quale oggi il Presepe Vivente di San Polo รจ considerato un fiore allโocchiello per lโintero Molise. Lโavvicinarsi del 26 e del 27 dicembre, giorni tradizionali della sacra rappresentazione, fa tessere rapporti intensi tra i partecipanti del Presepe, che non sono soltanto sampolesi, ma anche persone che provengono dal territorio limitrofo. I personaggi dedicano parecchi giorni che precedono il Natale affinchรฉ tutto sia curato nei minimi particolari. Una straordinaria cura viene dedicata alle scenografie, a dettagli e particolari, alla recitazione, ai costumi da indossare che richiamano quelli tradizionali dellโantica Palestina.
Il tutto si svolge in un set naturale, bello e caratteristico: i vicoletti, le piazze, e le case in pietra di San Polo. Occasione per ascoltare il caratteristico suono degli zampognari.
Giornalista
















