Immagini dal Sannio: la Transiberiana d’Italia, il viaggio lento nel cuore dell’Appennino

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Il treno in viaggio.
Foto di Fondazione Ferrovie dello Stato

In queste calde e piacevoli giornate di inizio estate percorriamo un viaggio su rotaia che ci proietta nel passato, gustando i sapori della lentezza e del silenzio. Vivremo immagini rallentate, ricoperte di neve o dei colori d’autunno, di primavera e d’estate, che ci appaiono dal finestrino di un treno, ma non un convoglio qualunque. Le sue tappe intermedie, e la possibilitĆ  di vivere i borghi antichi, sono una esperienza da provare almeno una volta nella vita. Una gioia che ci permette di conoscere usi e tradizioni delle cittĆ  protagoniste di un percorso assolutamente magico e fuori tempo.
La Transiberiana d’Italia richiama la grande Transiberiana russa, che laĀ Fondazione FSĀ ha preso come ispirazione nel settembre del 2013 con il solo obiettivo di valorizzare il patrimonio di storia e di tecnica, simbolo del processo di sviluppo industriale che ha fatto la nostra storia, contribuendo all’unitĆ  e alla crescita dell’Italia.
Il viaggio che ci prestiamo a fare ĆØ a bordo di un convoglio storico che ci trasporta su carrozzeĀ CentoporteĀ eĀ Terrazzini, realizzate tra il 1920 e 1930, trainate dal locomotore dieselĀ D445.1145, con la classica livrea FS verde e marrone, che ci permette di rivivere l’atmosfera di un secolo andato, quando i viaggiatori restavano seduti per ore su quelle panche di legno, scomode probabilmente, per raggiungere mete, sogni e ambizioni. Altri tempi, ma che grazie a questa esperienza possiamo seppur lontanamente immaginare. ƈ un tuffo nel passato e nella memoria storica, anche grazie alle guide di bordo dello staff che raccontano questo meraviglioso progetto, oltre alla storia della ferrovia e alla geografia del territorio attraversato.

Il termine Transiberiana, associato alla ferrovia Sulmona-Carpinone, lo troviamo per la prima volta sulla rivista Gente Viaggi del novembre 1980 dove il giornalista Luciano Zeppegno, descrivendo questa ferrovia che attraversa la linea appenninica, la apostrofò come la piccola Transiberiana, per via delle abbondanti nevicate nel periodo invernale che la fanno somigliare alla vera Transiberiana che da Mosca raggiunge Vladivostok. La Sulmona-Isernia ĆØ stata inserita nella guida Touring Club d’Italia del 1910 per la sua particolaritĆ  e incredibile valenza turistica e fu inaugurata il 18 settembre 1897. Si distingue per le sue caratteristiche tecniche che la fanno considerare un capolavoro di ingegneria ferroviaria con una pendenza massima del 28 per mille.
Una tratta che raggiunge una lunghezza di 128,73 km di cui 25 in 58 gallerie, e attraversa il monte Pagano al confine tra Molise e Abruzzo. Inizialmente, il tempo di percorrenza da Sulmona a Isernia era di oltre cinque ore ma, con l’introduzione delle automotrici diesel, scese a poco più di due ore. Fu distrutta fra il 1943 e il 1944 dai tedeschi e ricostruita e riattivata il 9 novembre 1960.
Negli anni Ottanta la ferrovia ha perso il suo valore, man mano sono state chiuse le biglietterie e varie stazioni declassate a semplici fermate.

A bordo del convoglio, che oggi offre questa piacevolissima esperienza di turismo lento, si può rivivere il sogno dei primi decenni del Novecento, con le sue atmosfere ormai perdute, ma vive nei ricordi e nella immaginazione. Ogni stagione offre una caratteristica mozzafiato che fa vivere una suggestione diversa: dai colori caldi e accoglienti dell’estate, alla coltre di neve che ci avvolge in inverno; dai colori dorati e malinconici dell’autunno al tripudio di fiori e colori primaverili.
Paesaggi che ci circondano, animali in lontananza, ponti da attraversare e panorami mozzafiato, silenzio tutto intorno, un viaggio nella lentezza e nel passato, nella contemplazione, tra una foto da scattare e una chiacchiera col vicino. Mentre il treno sbuffa, i volti estasiati dei bambini attaccati ai finestrini ammirano le bellezze del paesaggio circostante che scorre lento.
Boschi e gallerie in pietra, e il rumore della locomotiva che procede costante, lenta. Un itinerario che da Sulmona percorre localitĆ  turistiche abruzzesi del Parco Nazionale d’Abruzzo, con i loro caratteristici paesaggi e mercatini di Natale, fino ad arrivare nell’Alto Molise, in quella parte di Sannio Pentro che ruba l’anima, come Carovilli, Carpinone, per visitare antiche stradine, vecchie tradizioni, musei e santuari, e scoprire Isernia, la cittĆ  che racconta un lungo e antico passato, con la sua storia che origina nel Paleolitico e la sua caratteristica arte del tombolo.

Il paesaggio visto dagli interni del convoglio.
Foto di Fondazione Ferrovie dello Stato

La partenza ĆØ sempre alle 9 da Sulmona, con il macchinista che si occupa di controllare ogni minimo dettaglio e i collaboratori dei vagoni a lucidare i pomelli delle porte e il legno delle sedute. Treni color cioccolato pronti a entrare umilmente e silenziosamente, con la loro innata classe, all’interno delle bellezze del parco della Majella, aspettando il fischio inimitabile del locomotore diesel che dĆ  il segnale ai passeggeri di salire in carrozza. Le carrozze sono quelle originali dell’epoca, con ogni dettaglio restaurato, dalle cappelliere ai porta lampada. Odori forti, quelli dei vecchi treni, tende risistemate, sedili in legno senza alcun divisorio. Qualcuno non abituato porta sempre un cuscino con sĆ©. E ancora, una cappelliera in ferro battuto, col logo impresso delle FS, il capotreno che passa nei vari convogli a ricordare che a differenza dei treni attuali ogni vagone ha le porte anche ad altezza finestrino, per cui bisogna prestare la massima attenzione durante il tragitto. 

Campo di Giove o Palena sono le prime tappe: si scende per passeggiare in libertĆ  nei borghi di montagna, quei piccoli centri isolati, vivi grazie alla memoria della transumanza e alla pastorizia dove, per merito della Transiberiana, si ĆØ ripreso contatto con il turismo lento e la riscoperta di una vita slow, che piace a tutti.
C’è chi ama la vita che procede adagio, che scorre fra i rintocchi di campane e i paesaggi rurali, e chi preferisce il rumore dei propri passi e del proprio respiro durante lunghe passeggiate. E ancora chi si innamora dello scorrere lento delle immagine al finestrino, come le Emozioni di una vecchia canzone di Battisti. Ognuno di loro sa che questo sarĆ  il suo viaggio ideale e che quando tornerĆ  a casa lo farĆ  con un velo di malinconia, ma col piacevole sorriso sulle labbra dovuto alle gioie e ai ricordi di una esperienza di vita da ripetere e da mantenere viva nel cuore.