
Da Farmacia a Ingegneria passando per Lettere, l’università partenopea conferma primati di livello mondiale, pur restando fanalino di coda tra i mega-atenei italiani
L’Università Federico II di Napoli, fondata nel 1224 dall’omonimo imperatore delle sue Sicilie, e oggi tra i più grandi atenei italiani con oltre 40mila iscritti, continua a distinguersi nelle classifiche internazionali ma resta indietro in quelle nazionali.
Nel CWUR 2025 l’ateneo partenopeo è al 243° posto mondiale e al sesto tra le università italiane, mentre nel Censis scivola all’ultimo posto tra i mega-atenei statali. Ben diverso il quadro nei ranking per discipline: nei QS World University Rankings 2025, la Federico II è prima in Italia in Odontoiatria e tra le migliori al mondo in Lettere classiche e Storia antica (36ª), Agraria (71ª) e Farmacia (80ª).
Anche la classifica ARWU di Shanghai conferma la solidità dell’ateneo, collocandolo tra i primi 300 al mondo, con eccellenze in Farmacia, Ingegneria aerospaziale (26ª) e Scienze agrarie (36ª).
Un bilancio in chiaroscuro, dunque: ultimo tra i grandi atenei italiani, ma protagonista a livello globale in più settori chiave della ricerca e della didattica.
Giornalista















