Siglato accordo SIFA-FEDERCOFIT: in Campania occorre nuova legge per imprese funebri

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Comunicato Stampa

“Le imprese funebri della Campania hanno bisogno di una nuova legge regionale che sia equiparata a quelle vigenti in altre regioni italiane, adeguata ai tempi e che non segni la fine delle piccole e medie imprese funebri che tuttora operano nel 90% dei piccoli comuni campani”. È quanto chiedono al Presidente della Giunta regionale della Campania, Giuseppe Carbone e Rocco Vetrone, rispettivamente presidenti del S.I.F.A. (Sviluppo Imprese Funebri Associate) con sede legale a Montesarchio, e FEDERCOFIT Campania (con sede nel capoluogo sannita) dopo aver siglato a Benevento un protocollo d’intesa “con l’intento di collaborare alla stesura di una nuova bozza di legge regionale del settore funerario”.

“Diversamente dal passato – tengono a sottolineare i presidenti delle due associazioni che rappresentano circa il 70 per cento delle imprese del settore che operano in Campania – siamo favorevoli ad un tavolo aperto ad altre strutture associative, un segnale di apertura che vada però incontro alle necessità di tutte le imprese, e non solo di una parte, che finora hanno svolto con serietà la propria attività”.

“Sono quasi 5 anni – aggiunge Carbone – che cerchiamo di dare un senso di giustizia in questo settore e siamo ben contenti di aver chiuso un simile accordo, fino a poco tempo fa impensabile. Devo dare atto all’impulso del nuovo presidente regionale Vetrone se è stato possibile arrivare a ciò. Altro tema, non da meno, è la nomina della Consulta funeraria che, per legge, spetta all’associazione di categoria più rappresentativa”. “Sono felicissimo di questo accordo – conclude Vetrone  – per mezzo del quale vogliamo dare un chiaro segnale di cambiamento. Sono anni che la legge regionale della Campania è disallineata col testo normativo di leggi vigenti in altre Regioni e di una proposta di legge nazionale, tuttora in discussione al Parlamento, creando una evidente disparità di comportamenti. Questo è assolutamente impensabile in un Paese democratico come il nostro”.

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