Amedeo Ceniccola: per non dimenticare nr… 49

Condividi articolo

Riceviamo e pubblichiamo – Dott. Amedeo Ceniccola

L’associazione Rinascita Guardiese continua la pubblicazione di  documenti  inerenti la nostra storia per non dimenticare e progettare il futuro partendo dal passato

Inaugurazione della mostra “HIC ET NUNC” con  la partecipazione delle Accademie di Napoli, Catanzaro, Bari, Foggia, Roma, Firenze, Milano e Venezia. Chiesa di San Sebastiano

Nella suggestiva cornice della chiesa di San Sebastiano il Sindaco Ceniccola mette in evidenza la straordinarietà artistica dell’evento ed  illustra il suo progetto di sviluppo della comunità guardiese all’insegna  della “Bellezza”.

Fono-registazione del discorso pronunciato dal sindaco Ceniccola il giorno 13 giugno 2000

Signore e signori, permettetemi di porgervi, innanzitutto, l’augurio più fervido di benvenuto nella nostra cittadina a nome dell’intero Consiglio Comunale e la mia personale gratitudine per aver accettato di partecipare a questa  straordinaria iniziativa culturale che  abbiamo  voluto realizzare per celebrare il primo anniversario dell’Amministrazione che mi onoro di rappresentare e, nel contempo,  presentare il nostro progetto di sviluppo incentrato sulla “Bellezza”.  Un paese soffocato dai debiti e  dalla monnezza! Questo è quello che abbiamo ereditato  quando, un anno addietro,  siamo arrivati alla guida di questa comunità ed oggi  con questa iniziativa vogliamo dare inizio ad un progetto di sviluppo all’insegna della “Bellezza”, la Bellezza che è sinonimo di “Cultura”, la Cultura che è sinonimo di “Sviluppo”.

Per farla breve, vogliamo promuovere la cultura del bello e declinarla nella quotidianità per far rivivere la “Wardia Bella”, cercando di emulare quello che da qualche mese ha iniziato a fare il giovane neo sindaco di Tirana, Edi Rama,  e facendo tesoro dei preziosi consigli che ci sono stati “regalati” dal Prof. Arch. Marcello Vittorini in occasione del convegno svoltosi il 15 novembre dello scorso anno sul tema:” Il recupero dei Centri Storici come premessa per uno sviluppo sostenibile della Valle Telesina”. Con questa “straordinaria” mostra vogliamo promuovere gli intenti di un popolo che ha sempre voluto far sue le istanze propositive del mondo dell’Arte e questa bellissima chiesa che io non esito a definire la “Cappella Sistina” del Sannio dove si sono potuti esprimere i maggiori e più importanti maestri del 600 napoletano da Paolo De Matteis (allievo prediletto di Luca Giordano) a Domenico Vaccaro ne è una chiara e  concreta testimonianza.

Sono particolarmente grato a quanti si sono prodigati per la buona riuscita di questa nostra iniziativa e, in particolare, all’amico e  maestro d’arte  Giovanni Mancini. Questa mostra vuol essere un momento  di scambio culturale  tra le maggiori Accademie d’Italia che vivono oggi un momento importante essendo state riconosciute Istituti di Alta Cultura. E credetemi sono davvero molto lieto di aver potuto festeggiare il primo anno di vita della mia Amministrazione  con questo straordinario evento culturale che può ben rappresentare l’orizzonte al quale guardare e verso cui indirizzare i nostri sforzi e tutte le nostre energie.

Con questa mostra-evento noi vogliamo, in qualche modo, squarciare una consuetudine che vuole i maestri prima degli allievi e, nel contempo, far diventare la “Bellezza” un vero e proprio volano di sviluppo della nostra comunità. Dico questo perché il problema della Bellezza si pone quasi sempre come rinuncia all’interesse immediato per fare qualcosa che ci proietti nel futuro e giovani rappresentano il nostro futuro. In questa nostra mostra-evento si tratta di giovani artisti che per la prima volta hanno la possibilità di proporsi al giudizio del pubblico e mi auguro che questa “prima” guardiese  possa rappresentare  per ognuno di questi giovani talenti il primo passo di una lunga e gloriosa marcia nella vita.

Quando una comunità rinuncia  alla Bellezza, per concentrarsi solo sulle necessità del vivere quotidiano, vuol dire che ha perso la sua ricchezza interiore, il suo slancio vitale e, quindi, il suo futuro. Vuol dire che non sa più dove andare. Allora, inevitabilmente subentrano il ristagno e la decadenza. Come è successo a questa nostra cittadina che, ormai, muore giorno dopo giorno. L’originalità dei guardiesi si è spenta ed è stata sostituita dalla mediocrità di una classe dirigente che non ha saputo guardare più lontano della prossima campagna elettorale. Noi vogliamo risalire la china e ricominciare a sognare ed ecco perché abbiamo deciso di puntare sui giovani e sulla loro bellezza interiore che deve ancora esprimersi compiutamente. A questi giovani artisti, dico: fateci sognare! E  non mi vergogno di dire che io sogno ancora, a volte ad occhi aperti, e non vorrei mai smettere di farlo perché so che smettere di sognare equivale a morire. La vita d’altra parte è fatta così, per andare avanti bisogna sempre avere un sogno nel cassetto e continuare a crederci con passione e determinazione, almeno fino a quando non si sia realizzato, anche solo parzialmente… Viva l’Arte! Viva l’Arte in ogni sua forma ed espressione e, adesso andiamo ad ammirare le circa cento straordinarie  opere esposte negli spazi sia interni che esterni del  castello dei Sanframondo“.

Print Friendly