
L’amministratrice di Guardia Sanframondi è l’unica sannita under 30 nel nuovo organismo regionale del partito
Fiorenza Ceniccola entra nel nuovo coordinamento regionale di Forza Italia. L’amministratrice di Guardia Sanframondi, dirigente del movimento giovanile azzurro, è l’unica rappresentante sannita under 30 chiamata a far parte dell’organismo.
La nomina arriva alla vigilia del congresso regionale del partito, dopo una fase di confronto interno nella quale era stata valutata anche l’ipotesi di una candidatura alternativa alla guida di Forza Italia in Campania.
“Aver ascoltato e valutato un’alternativa è stato un passaggio positivo – afferma Ceniccola – Un partito che vuole crescere deve avere la capacità di confrontarsi, ascoltare sensibilità diverse e interrogarsi su come migliorarsi. Quel confronto, però, non ha portato alla concretizzazione di una candidatura alternativa e oggi la scelta naturale, riconosciuta e rappresentativa per guidare Forza Italia in Campania è quella di Fulvio Martusciello”.
Ceniccola lega la propria esperienza politica proprio al percorso nel partito regionale. “Con Fulvio ho iniziato il mio percorso politico, aderendo già nel 2018 al progetto del Presidente Berlusconi e, a seguire, come coordinatrice provinciale dei giovani. Ho visto da vicino la sua capacità di guidare Forza Italia attraverso le diverse fasi vissute in Campania”.
Guardando al congresso, l’obiettivo indicato è quello di rafforzare il partito attraverso una sintesi tra le diverse componenti e una maggiore attenzione al territorio. “La nostra forza è nella capacità di tenere insieme esperienza e rinnovamento”, sottolinea Ceniccola, indicando nella formazione dei giovani e nella presenza territoriale due elementi sui quali proseguire il lavoro.
L’ingresso nel coordinamento regionale rappresenta, dunque, una nuova responsabilità nel percorso politico dell’amministratrice sannita, che sottolinea la necessità di trasformare il confronto congressuale in una fase di rilancio dell’attività del partito.
“Abbiamo avuto la possibilità di guardarci dentro. Ora è la fase di guardare fuori, rafforzando sempre più il nostro rapporto con le persone, con i territori e con i loro problemi”, conclude.



































