Comunicato Stampa

Il progetto di iCare selezionato per la manifestazione internazionale sul Rural Design dedicata al metabolismo rurale
La Sartoria Sociale “RiCuce” della cooperativa sociale di comunità iCare è stata selezionata per partecipare al Tammaro Rural Design Week 2026, in programma a Morcone dal 27 aprile al 3 maggio 2026.
L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto di sperimentazione culturale per la valorizzazione territoriale “TAM – La Cultura è un fiume” e dall’associazione Ru.De.Ri. (Rural Design per la Rigenerazione dei territori). Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata al Rural Design, quest’anno focalizzata sul tema del “metabolismo rurale”, inteso come chiave interpretativa e progettuale dei processi di rigenerazione degli ecosistemi territoriali nelle aree rurali e montane.
In questo contesto, le operatrici della Sartoria Sociale “RiCuce” allestiranno una mostra-laboratorio dedicata, all’interno di un programma articolato che prevede workshop, talk, escursioni, proiezioni e performance.
Nei giorni precedenti all’evento, la giuria della kermesse ha visitato gli spazi della sartoria a Cerreto Sannita e la sede di iCare presso Casa Santa Rita, mostrando grande interesse ed entusiasmo per il progetto, che unisce cucito creativo, riciclo, moda, sostenibilità e inclusione sociale.
Il progetto “RiCuce”
Con il progetto di Sartoria Sociale “RiCuce”, iCare intende creare una filiera circolare che, partendo dal prodotto finito dei capi di abbigliamento, ne prolunghi il ciclo di vita attraverso modifiche e riparazioni, fino al recupero dei materiali a fine utilizzo per la creazione di nuovi prodotti.
L’obiettivo è sperimentare un modello di economia circolare basato su una raccolta selettiva diffusa di abiti usati, con il coinvolgimento delle comunità locali. Il processo prevede attività di lavorazione attraverso il cucito creativo e il riciclo, favorendo anche l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza inserite nella rete antiviolenza territoriale.
L’impatto del progetto è multidimensionale: ambientale, grazie alla riduzione dei rifiuti tessili; sociale, attraverso nuovi modelli di consumo responsabile; ed economico, con percorsi di inclusione lavorativa. Il sistema si integra nel tessuto socio-culturale locale, coinvolgendo cittadini, Caritas e fasce fragili della popolazione, oltre a incidere sul sistema della raccolta differenziata.
Sono inoltre attivi percorsi di formazione e sviluppo delle competenze per donne in condizioni di fragilità, insieme a tirocini lavorativi in collaborazione con il CADM “Casa delle Donne”, oltre a una costante attività di selezione e rigenerazione di abiti e indumenti usati non ritirati dalle persone bisognose.















