Settore primario e innovazione, gli studenti del “Luigi Sodo” raccontano l’esperienza di Formazione Scuola-Lavoro

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Riceviamo e pubblichiamo

Dalla zootecnia all’automazione industriale, il percorso svolto con Liverini S.p.A. ha mostrato ai ragazzi le nuove professioni e le tecnologie che stanno trasformando il comparto agroalimentare

C’è chi immagina il settore primario come una realtà distante, legata esclusivamente alla fatica dei campi e a metodi ormai superati. La nostra esperienza FSL ha invece mostrato un volto completamente diverso: quello di un settore dinamico, essenziale e sempre più connesso alla scienza, alla tecnologia e alla tutela dell’ambiente.

Attraverso attività pratiche, incontri e momenti di osservazione diretta, abbiamo scoperto quanto il mondo agricolo sia oggi al centro delle grandi sfide contemporanee, dalla sostenibilità alimentare all’innovazione tecnologica. Un percorso che non ci ha soltanto avvicinati alla realtà del lavoro, ma che ci ha permesso di comprendere il valore umano, economico e scientifico di un settore fondamentale per il futuro della società.

Noi ragazzi del Terzo Liceo Scientifico OSA dell’Istituto Paritario Luigi Sodo abbiamo avuto modo, grazie alla Liverini S.p.A., punto di riferimento nel campo dell’alimentazione di animali da allevamento in Italia, di entrare a stretto contatto con il mondo della zootecnia.

L’obiettivo dell’esperienza era comprendere cosa si nasconde realmente dietro ogni alimento che giornalmente vediamo sulle nostre tavole, la cui provenienza, tuttavia, spesso ignoriamo. La successiva visita presso un’azienda zootecnica partner ha permesso di tradurre questa premessa in una realtà concreta, offrendo un’analisi approfondita e scientifica del settore dell’allevamento.

Durante l’osservazione diretta del campo, sono stati esaminati i pilastri fondamentali della gestione zootecnica moderna, evidenziando quella spiccata multidisciplinarità che caratterizza il settore primario attuale. Nello specifico, l’attenzione è stata posta su aspetti cruciali quali:

  • l’alimentazione bilanciata degli animali;
  • la centralità del benessere animale lungo l’intero processo produttivo.

Il confronto diretto con i professionisti del settore ha conferito all’esperienza un forte carattere pragmatico, dimostrando come discipline scolastiche quali la chimica, la biochimica e l’ingegneria trovino un’applicazione immediata sul campo.

Inoltre, i successivi focus sulla produzione di carne e uova hanno ulteriormente confermato il ruolo cruciale della nutrizione animale nell’intera filiera agroalimentare.

Gli interventi degli esperti hanno dimostrato in modo inequivocabile come dietro ogni singolo prodotto finito si celi un costante lavoro di studio, controllo e ricerca scientifica, elementi imprescindibili per garantire i massimi standard di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale richiesti dalla società contemporanea.

Uno degli aspetti che ha maggiormente attirato la nostra attenzione, come già menzionato in precedenza, è stata la marcata multidisciplinarità del settore. Spesso il settore primario viene associato esclusivamente al lavoro manuale e alla tradizione agricola; la nostra esperienza ci ha invece consentito di comprendere quanto esso sia oggi profondamente legato alla ricerca scientifica, all’innovazione tecnologica e allo sviluppo industriale.

Discipline che affrontiamo quotidianamente nel nostro percorso scolastico, come matematica, chimica, biochimica, informatica e ingegneria, trovano infatti numerose applicazioni concrete all’interno delle moderne realtà produttive.

La matematica risulta essenziale nell’analisi dei dati produttivi, nella gestione delle risorse e nell’ottimizzazione dei processi aziendali. La chimica e la biochimica intervengono invece nello studio dei nutrienti, nella formulazione dei mangimi e nei controlli qualitativi delle materie prime e dei prodotti finali.

Un ruolo altrettanto rilevante è svolto dall’informatica e dai sistemi di automazione, che consentono il monitoraggio costante dei processi produttivi e del benessere animale mediante software, sensori e macchinari altamente specializzati, contribuendo ad aumentare efficienza e precisione.

Anche l’ingegneria riveste un’importanza centrale nella progettazione degli impianti industriali e nello sviluppo di tecnologie innovative orientate al miglioramento della produttività e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Le visite e gli incontri hanno inoltre avuto modo di farci conoscere le numerose figure professionali coinvolte all’interno della filiera agroalimentare: veterinari, formulisti, tecnici di laboratorio, esperti del controllo qualità, ingegneri, nutrizionisti e specialisti dell’automazione.

La conoscenza di tutte queste figure dimostra come le opportunità lavorative legate al settore primario siano oggi molto più ampie rispetto a quanto comunemente si immagini. Accanto alle professioni tradizionali, infatti, stanno assumendo sempre maggiore importanza figure specializzate nei laboratori di analisi, nella ricerca scientifica, nel controllo qualità, nella gestione degli impianti industriali e nei sistemi automatizzati.

Questa consapevolezza ci ha permesso di guardare al settore primario non solo come a una realtà produttiva fondamentale, ma anche come a un ambito ricco di concrete prospettive occupazionali e di percorsi professionali innovativi.

L’esperienza si è rivelata, pertanto, non soltanto un’importante occasione di approfondimento scientifico, ma anche un significativo momento di orientamento personale e professionale, aiutandoci a osservare con maggiore consapevolezza il mondo della produzione alimentare e le numerose professionalità che ne costituiscono il fondamento.

Ci ha fatto infine capire quanto le nostre acerbe e stereotipiche opinioni sul settore primario siano distanti anni luce da quella che è la realtà: abbiamo avuto modo di addentrarci in un mondo nuovo, complesso e articolato, e invitiamo tutti voi a farlo.

Teresa Vitelli
Roberto Paolo Severini