Comunicato Stampa

Un viaggio musicale intenso e partecipato nella poetica di Faber, tra parole, musica e danza
Ieri sera al Teatro Modernissimo di Telese Terme in scena “Sidun” – Tributo a De André è stata una serata meravigliosa e coinvolgente. La band in scena ha praticamente travolto il pubblico in un straordinario viaggio musicale nella poetica di Faber. La produzione Accademia delle Opere Aps, guidata dal suo presidente Francesco Tuzio, ha ancora una volta realizzato un appuntamento memorabile.
Con un allestimento realizzato, come per ogni evento, dallo staff di Accademia delle Opere, l’evento è iniziato con il brano “Creuza de ma”, canzone costruita con quella che alla fine lo stesso cantautore definisce “una lingua del sogno, perché è una lingua difficilmente comprensibile nella sua totalità”. L’artista, infatti, ha maggiormente valorizzato la lingua genovese, affrontando anche, in misura minore e differente, altri idiomi, come il gallurese e il napoletano. Inoltre, molte sue canzoni raccontano storie degli ultimi, dei ribelli e di prostitute.
La straordinaria voce di Filippo Nigro, frontman della band in scena, intona come secondo brano “Andrea”, una poesia contro la guerra sullo sfondo di un amore omosessuale tra due soldati. Si prosegue tra gli affascinanti giochi di luce e parte “Don Raffaè”, vera e propria denuncia resa ancora più feroce dalla drammatica situazione delle carceri italiane, al cui interno gli equilibri sono spesso assoggettati al potere delle organizzazioni malavitose.
L’atmosfera si riscalda con la nota filastrocca simbolo di tutte le miserie borghesi “Volta la carta” e la ballata di “Geordie”, dove un ragazzo che ruba per fame sarà saziato per sempre dalla forca. “De André non credeva nel Dio delle Chiese – racconta Nigro – ma si è sempre interrogato sull’esistenza di una ‘paternità’ superiore. Ha sempre coltivato il dubbio, cercando nelle persone e in tutto ciò che lo circondava la vera essenza di un essere superiore”.
Arrivano quindi i brani “Bocca di Rosa”, “Ho visto Nina volare” e “Il testamento di Tito”. Il viaggio si sofferma poi sull’elogio alla solitudine di “Anime salve”, per continuare con “Fiume Sand Creek”, che racconta la battaglia sanguinosa contro gli indiani d’America del 1864. È il momento de “Il pescatore”, che infiamma la platea: la canzone narra di un uomo disposto ad aiutare gli ultimi e gli emarginati, proprio come nella Bibbia Gesù.
Faber denunciava spesso la degradazione dei quartieri più popolari e malfamati delle città portuali, scrivendo versi indimenticabili come quelli di “Via del campo”. Un artista sensibile come De André non poteva non evidenziare anche la violenza sulle donne, come ne “La canzone di Marinella”, sul femminicidio, e “Dolcenera”, che racconta un’alluvione e il dramma di un amore sospeso tra paura e appartenenza.
La fratellanza è un altro tema profondo della sua poetica e “La guerra di Piero” ne è la massima espressione: il rifiuto di uccidere il nemico diventa atto estremo di umanità. Un messaggio oggi quanto mai attuale e drammaticamente necessario.
Il quadro coreografico creato da Fernanda Insogna del Centro Studi Danza Classica F. Saveria Cotroneo ha saputo coordinare canto, musica e movimento in un unico afflato emotivo. Il concerto si avvia al termine con “Princesa”, racconto di un paesino del profondo sud del mondo, e “Le acciughe fanno il pallone”, storie popolari tra desiderio, esclusione e marginalità. Infine “Il Giudice”, riflessione sulle conseguenze delle parole e sul male che spesso ritorna a colpire chi lo ha generato.
Giunti alla fine, gli spettatori non danno tregua ai bravissimi musicisti in scena e chiedono il bis a gran voce. La band torna con “La canzone dell’amore perduto” e tutti in piedi su “Il pescatore”, con le voci della folta platea unite alle parole indimenticabili del grande Fabrizio De André.
Sul palco i musicisti: Filippo Nigro; Bartolomeo Telesca; Andrea Di Tolla; Michele Perrone; Fabio Macchia; Edmondo Ragone; Roberto Schiavone; Giulia Bilancieri.
Le allieve del Centro Studi Danza Classica F. Saveria Cotroneo: Karol Iannotti; Michelle Manzo; Viviana Viscione; Linda Viscusi. La direzione artistica della serata è di Yuri Di Gioia.
















