Comunicato Stampa

Demografia e centri storici al centro del confronto parlamentare: āSenza piccoli comuni non cāĆØ futuro per il Paeseā
Presso la Camera dei Deputati si sono svolte due importanti audizioni che hanno visto la partecipazione dellāANPCI, rappresentata dalla presidente nazionale Franca Biglio e dal presidente regionale della Campania Zaccaria Spina.
La prima audizione si ĆØ tenuta dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, mentre la seconda presso la X Commissione (AttivitĆ produttive, commercio e turismo), nellāambito dellāesame della proposta di legge sullāistituzione e disciplina delle zone del commercio nei centri storici.
Nel corso del primo intervento, Spina e Biglio hanno evidenziato la gravitĆ della crisi demografica che interessa lāintero Paese, con effetti particolarmente pesanti nelle aree interne e nei piccoli comuni. Lo spopolamento, ĆØ stato sottolineato, ĆØ oggi determinato soprattutto dalla denatalitĆ e dal saldo negativo tra nascite e decessi, più che dai flussi migratori.
Secondo lāANPCI, la questione demografica rappresenta una vera e propria sfida esistenziale per lāItalia, con il rischio concreto di desertificazione sociale dei territori più fragili. Tra le principali cause vengono indicate la carenza di servizi essenziali, la distanza dai presidi sanitari e scolastici e la mancanza di opportunitĆ lavorative, elementi che spingono i giovani ad abbandonare o a non tornare nei propri territori.
Tra le proposte avanzate, lāassociazione ha indicato la necessitĆ di politiche integrate che includano investimenti su servizi, lavoro, formazione e infrastrutture, con particolare attenzione a trasporti e connettivitĆ digitale. Senza una rete efficiente, ĆØ stato evidenziato, anche gli interventi economici rischiano di non produrre effetti concreti.
Spina e Biglio hanno inoltre ribadito la contrarietà agli incentivi alle fusioni tra comuni, ritenuti dannosi perché capaci di cancellare identità locali e accelerare lo spopolamento, con conseguente perdita di classe dirigente e forza lavoro.
Nel secondo confronto, dedicato alla disciplina del commercio nei centri storici, lāANPCI ha espresso un giudizio complessivamente favorevole sul nuovo impianto normativo, considerato un passo avanti nella valorizzazione delle identitĆ locali e nella tutela del patrimonio storico e culturale dei piccoli comuni.
In particolare, ĆØ stata apprezzata la maggiore autonomia riconosciuta ai Comuni nella pianificazione urbanistico-commerciale, con la possibilitĆ di individuare ambiti specifici e regolamentare le attivitĆ economiche in base alle caratteristiche del territorio.
āFinalmente possiamo dire di trovarci al cospetto di una norma che, dopo anni di decisioni calate dallāalto, rende il Comune artefice del proprio sviluppo e delle strategie che tengano conto delle esigenze localiā, ĆØ stato dichiarato.
Lāassociazione ha però segnalato la soppressione del fondo destinato alla riqualificazione del commercio, ritenuto fondamentale per contrastare la desertificazione commerciale. Per questo, ĆØ stata ribadita la necessitĆ di misure differenziate tra grandi centri e piccoli comuni, con incentivi mirati e strumenti di sostegno allāimprenditorialitĆ locale.
Infine, ĆØ stata proposta una maggiore partecipazione dei territori nei processi decisionali e lāintroduzione di un ātest di impatto territorialeā per valutare gli effetti delle politiche pubbliche sulle aree interne.
āNon esiste prospettiva demografica per il Paese se si lasciano morire i piccoli comuniā ĆØ il messaggio lanciato dallāANPCI, che chiede un cambio di paradigma nelle politiche nazionali basato su ascolto, differenziazione e interventi mirati.

















