
La 17enne di Paupisi continua il difficile percorso di riabilitazione al Neuromed di Pozzilli. I medici restano cauti ma fiduciosi: “Il cammino sarà lungo, ma stiamo dando tutti il massimo”
Nella stanza del reparto di Neuroriabilitazione del Neuromed di Pozzilli, le note dei The Kolors accompagnano i piccoli grandi progressi di Antonia Ocone, la 17enne di Paupisi sopravvissuta alla tragedia che ha sconvolto il Sannio lo scorso 30 settembre. La giovane, che un mese fa lottava tra la vita e la morte, oggi riesce a stare seduta in carrozzina, a seguire con lo sguardo chi le parla e a reagire agli stimoli sonori e visivi. Questo è quanto riportato dal quotidiano Repubblica.
Accanto a lei, ogni giorno, ci sono i medici del reparto guidato dal dottor Carmine D’Avanzo, insieme ai colleghi David Iapaolo e Fulvio Aloj, che monitorano con attenzione ogni segnale di miglioramento.
“Il percorso è lungo, ma Antonia sta mostrando progressi concreti. Stiamo lavorando con cautela, un passo alla volta, per favorire il recupero motorio, cognitivo e comunicativo”, spiega D’Avanzo.
Nella sua routine quotidiana trovano spazio anche momenti di tenerezza: la zia Marisa le ha portato alcune bambole da casa, le stesse che riempivano la sua cameretta a Paupisi. Quelle presenze familiari, insieme alla musica che ama, sembrano restituirle un po’ di serenità.
Il fratello Mario non la lascia mai sola. Trascorre con lei gran parte delle giornate, cercando di ricostruire attorno ad Antonia un ambiente che le restituisca ricordi, abitudini e affetti.
I medici parlano di un percorso riabilitativo di 4-6 mesi, che richiederà pazienza e continuità, ma il quadro generale è incoraggiante.
Intanto, il padre Salvatore Ocone, detenuto nel carcere di Benevento con l’accusa di duplice omicidio e tentato omicidio, sotto stretta sorveglianza, non avrebbe mai chiesto notizie delle condizioni della figlia.
Giornalista











