Ceniccola (FI): “La politica migratoria in Europa costa troppo e distrugge lo spirito”

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Comunicato Stampa

Dal naufragio di Lampedusa alla proposta di un Piano Mattei europeo per investire nei Paesi d’origine e fermare le partenze

Il duplice naufragio avvenuto ieri a 14 miglia dall’isola di Lampedusa con la presunta morte di decine e decine di migranti ripropone con forza la necessità di rivedere la politica migratoria in Europa facendo tesoro delle analisi sul funzionamento dell’immigrazione di massa di quel romanziere francese che risponde al nome di Jean Raspail e descritto ne “Il Campo dei Santi” uscito nel 1973 e ripubblicato in contemporanea (ironia della sorte) con quest’ultima tragedia nel Mediterraneo.

Il problema dei migranti (che nel corso di questi ultimi decenni ha ridotto il Mediterraneo in un grande cimitero) rappresenta sicuramente uno dei temi più stringenti che il Parlamento europeo dovrà affrontare nei prossimi mesi. A tal proposito, nel ricordare anche le riflessioni di Oriana Fallaci che alcuni decenni orsono già parlava di fallimento dell’integrazione, e metteva in guardia dall’odio islamico per l’Occidente cristiano, mi sia consentito di dire a voce alta che ben venga la stretta sui trafficanti e più espulsioni, l’iter rapido per i rifugiati e i corridoi umanitari però, non possiamo, non dobbiamo dimenticare le parole di Papa Benedetto XVI quando ammonì i politici a investire sui Paesi africani da dove partono, spesso illusi e umiliati, migliaia e migliaia di uomini e donne in cerca di un mondo migliore. Era il 2013 e, in occasione della Giornata mondiale dei migranti e del rifugiato, il Santo Padre rivendicò il “diritto a non emigrare cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”. Purtroppo, le Sue parole non sono state ascoltate e ancora oggi continua lo scontro tra le Ong, i trafficanti di uomini e il governo.

Intanto, non si fermano le partenze dei barchini e gommoni carichi di persone in condizioni disperate. Occorre sicuramente ripristinare il controllo sulle frontiere per ragioni di sicurezza e ordine pubblico e però, è necessario dare una risposta concreta e urgente alla richiesta formulata da Papa Benedetto XVI. E per farlo basta investire una parte dei miliardi di euro che da anni vengono spesi per finanziare le cosiddette Ong e “l’accoglienza” sui Paesi africani da dove partono, spesso illusi e umiliati, migliaia di giovani in cerca della “manna” rappresentata dal “Kit di ingresso del valore di 350 euro” e quello che ne deriva.

Nei mesi scorsi tutti hanno potuto leggere che in Italia: “Il kit di ingresso vale 350 euro, poi ciascun migrante costa allo Stato 945 euro al mese”. Dati economici che fanno conquistare all’Italia un altro primato mondiale. Dinanzi a questo scenario di “morte e disperazione”, una domanda nasce spontanea:

Per quale motivo non si incomincia a ridurre la voce di bilancio europeo relativa alle Ong impegnate nel Mediterraneo per finanziare in modo consistente il diritto a non emigrare?

Da ciò nasce la proposta di una risoluzione da presentare alla Commissione e al Parlamento europeo finalizzata a ridurre (fino ad azzerare) le voci del bilancio relative al finanziamento delle Ong impegnate nell’immigrazione extraeuropea e nel soccorso di persone nel Mediterraneo utilizzando queste risorse per finanziare un “Piano Mattei” europeo facendo tesoro delle parole pronunciate in tante occasioni da Padre Donalde Zagore, responsabile della Società per le missioni africane: “andare in Europa, vivere in Europa, abbandonare l’Africa è diventata un’ideologia molto pericolosa che distrugge gli spiriti, dai più fragili ai più solidi come quelli dei religiosi”. Per semplificare possiamo dire che:

“Emigrare distrugge lo spirito”.

Infine non possiamo non ricordare quel che diceva Papa Karol Wojtyla: “Si deve esercitare un controllo sui flussi migratori per il bene comune. È fondamentale insegnare ai popoli del Continente africano, aiutarli a valorizzare la loro terra e la loro cultura. Bisogna mettere le persone in grado di non emigrare, non perché non li voglio a casa mia ma perché è meglio così per loro. Estirpare è sempre sbagliato. Accoglierli tutti è sbagliato, andiamo piuttosto noi ad aiutarli”.