L’ANPCI parteciperà attivamente al Piano di Sviluppo e Coesione

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Comunicato Stampa – ANPCI Campania

L’Associazione nazionale che rappresenta i comuni fino a 5.000 abitanti (ANPCI) parteciperà fattivamente alla procedura di attivazione della consultazione per iscritto avviata in riferimento al Piano di Sviluppo e Coesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile.  “Stiamo studiando tutti gli incartamenti che ci sono stati messi a disposizione e come ANPCI Campania – dichiara il presidente Zaccaria Spina – ci stiamo soffermando particolarmente sulle Aree Tematiche che interessano prevalentemente la nostra regione. In particolare: l’Area tematica 05 “Ambiente e Risorse naturali” con i settori di intervento 01 e 02 relativi a Rischi e adattamento climatico e Risorse idriche; l’Area Tematica 07 “Trasporti e Mobilità” con i settori di intervento 01, 02, 03 e 05 relativi ai Trasporti stradali, ferroviari, marittimi e Mobilità urbana”.

Il Piano di Sviluppo e Coesione riguarda tutte le regioni d’Italia. “Mi sto confrontando e raccordando – afferma il Presidente di ANPCI Campania – con i colleghi di altre regioni ed in particolar modo con la presidente nazionale Franca Biglio e con i dirigenti dell’Associazione Enrico Vignati (Lombardia) e Valerio Camillo Grosso (Piemonte)”. “Ben venga – prosegue Spina – il sistema di consultazione che ci permette di essere parte attiva di questa procedura. Sul Piano presentato c’è poco da dire, in quanto le opere individuate sono tutte di grandissima importanza. Tuttavia, la nostra preoccupazione da esprimere, e non solo in questa occasione, è che, se si spinge soltanto sul finanziamento delle cosiddette grandi opere, il rischio è di ampliare ulteriormente la forbice della marginalizzazione dei comuni delle aree interne, spesso isolati e distanti dai grandi centri e dagli snodi aeroportuali, marittimi, ferroviari, etc. Dunque, potrebbe accadere che contrariamente agli obiettivi prefissati, volti al recupero dei comuni marginali, si vada invece nella direzione opposta ovvero si rischia di aumentare la marginalizzazione dei comuni e delle aree periferiche. Prendiamo atto, quindi, della validità degli obiettivi dichiarati di azzerare la marginalizzazione, e prendiamo atto altresì che alcuni segnali, seppure insufficienti, vanno in tale direzione, ma le ingenti somme a disposizione devono concretizzarsi in azioni che possano portare reale sviluppo ed al contempo ridare vitalità a queste aree”.

“Sarebbe necessario favorire un riequilibrio demografico, perché ad oggi alcuni territori assistono  ad uno spopolamento galoppante mentre altri risultano ad altissima concentrazione abitativa e per certi versi particolarmente invivibili; il nostro auspicio – conclude il Presidente di ANPCI Campania – è che i benefici di questi fondi possano, pertanto, ricadere su tutto il territorio della Penisola, recuperando in tal modo le condizioni di vita favorevoli e contrastare ed arginare la desertificazione”.

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