Medicina territoriale e crisi di Governo, le riflessioni di Maria Iannotta (Sant’Agata Viva)

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Comunicato Stampa – Maria Iannotta (Coordinatrice Sant’Agata Viva – Italia Viva)

“Quando si sta in silenzio talvolta significa, che si sta studiando la miglior soluzione ad un problema. La politica dovrebbe essere fatta, a parer mio, anche di brevi silenzi, perché parlare “tanto per”, è controproducente e inutile. Nel mio territorio, a Sant’Agata, mi sono dedicata maggiormente all’Ospedale per motivazioni politiche, sociali, e personali, ma non solo e l’ho detto più e più volte. Essendo un’attivista nazionale di Italia Viva, nel contempo mi sono occupata e mi sto occupando con il gruppo della Provincia di Benevento, delle azioni da mettere in campo per rilanciare le aree interne del Sannio, proprio stasera siamo a Castelvenere con l’assessore Caputo e parleremo di Psr (programma di sviluppo rurale).

Intanto il populismo si è abbattuto sul governo e ha buttato giù Draghi da Palazzo Chigi, uno degli uomini più preparati e titolati d’Europa a reggere la crisi socio economica che l’Italia sta vivendo. Con un governo al palo diverse sono le riforme che subiscono uno stop, una tra tante è quella  per l’attuazione del Dm 77 dove manca all’appello un tassello decisivo per far decollare la misura: la riforma dei medici di famiglia, senza la quale l’intero progetto rischia di franare prima d’iniziare il suo percorso.

Il Dm 77, lo ricordo per chi ha perso “le puntate precedenti”, è quello che regolamenta la riorganizzazione della medicina territoriale e quindi quello che prevede: case della salute, ospedali di comunità e cose varie.

Quindi mentre l’Italia va a rotoli, per mani politiche note, alcune delle quali stringono anche i rappresentanti amministrativi del nostro paese, mi chiedo in che modo intendiamo reagire, ISTITUZIONALMENTE, all’ennesimo stop, perché è di questo che si tratterà, della riconversione del S. Alfonso, già inutile di per sé? La mia domanda è evidentemente l’ennesima fatta ad un’amministrazione completamente sorda, sulla problematica.

Io mi rendo conto che portare turisti in paese è immensamente più facile che ridare dignità al nostro nosocomio, è più facile anche in termini di consensi, ma mi accontenterei di sentire, o leggere, o vedere la reazione di un rappresentante istituzionale di questo paese a riguardo. È davvero assurdo.

Ci prepariamo intanto ad una campagna elettorale nazionale che aggreghi tutti i progressisti e i riformisti, per evitare che forze politiche allergiche alla democrazia, possano affacciarsi a Palazzo Chigi, e che ahimè,  purtroppo, siedono anche e già a Palazzo S. Francesco, a Sant’Agata dei Goti.”





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