Sannio Acque, PD: “Fondamentale garantire un effettivo controllo pubblico”

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Comunicato Stampa

La nota congiunta di Patrizia Romano e Pio Antonio Petrone sulla gestione del servizio idrico e il ruolo dei soci pubblici

​”Di una migliore gestione. Ciò che assume rilievo è la qualità del modello di governance adottato: la sua capacità di assicurare un’effettiva prevalenza dell’interesse pubblico, di orientare gli investimenti secondo obiettivi di lungo periodo, di garantire trasparenza, responsabilità gestionale e tutela di una risorsa essenziale quale l’acqua. In un settore così delicato, il successo del modello organizzativo non dipende tanto dalla natura pubblica o privata dei soci, quanto dall’equilibrio tra indirizzo pubblico, competenze industriali e sistemi di controllo capaci di coniugare efficienza, sostenibilità e interesse collettivo. Anche in presenza di una maggioranza pubblica, il partner privato potrebbe acquisire una posizione determinante qualora concentrasse nelle proprie mani il know-how, la capacità finanziaria e la gestione operativa. Per questa ragione, il successo di Sannio Acque Srl dipenderà dalla qualità della governance e dall’effettività dei controlli pubblici, non meramente formali. La costituzione della società con una partecipazione pubblica di maggioranza e l’ingresso di ACEA, selezionata mediante procedura di gara pubblica quale socio industriale con una quota del 45%, definiscono un assetto societario nel quale assume rilievo non tanto la composizione del capitale, quanto il concreto equilibrio dei poteri decisionali. Sarà pertanto necessario garantire, nel corso della gestione, la tracciabilità delle decisioni, l’accessibilità dei dati, la verificabilità degli investimenti, la tutela delle fasce sociali più deboli e l’effettività dei controlli pubblici, affinché la ricerca dell’efficienza economica non prevalga sulla continuità, sull’universalità e sulla sostenibilità del servizio.

​L’acqua non può essere sottratta alla comunità né sul piano giuridico né, indirettamente, attraverso assetti di governance che, pur in presenza di una maggioranza pubblica del capitale, non garantiscano un effettivo controllo sulle decisioni strategiche. Il problema decisivo, pertanto, non è stabilire in astratto se il gestore debba essere pubblico o a capitale misto, bensì assicurare che il controllo delle reti, degli investimenti e delle scelte strategiche rimanga effettivamente orientato al perseguimento dell’interesse collettivo. In tale prospettiva assumono particolare rilievo le osservazioni formulate dalla Corte dei conti, secondo cui la partecipazione pubblica diffusa e maggioritaria non costituisce, di per sé, garanzia dell’esistenza di un effettivo controllo pubblico, richiedendo invece un concreto coordinamento tra i soci pubblici e una reale capacità di esercitare un’influenza dominante sulle scelte strategiche della società. Solo una governance improntata ai principi di trasparenza, responsabilità, coordinamento istituzionale e buon andamento dell’azione amministrativa può garantire che la gestione del servizio idrico resti stabilmente orientata alla tutela dell’interesse collettivo”