Sant’Agata de’ Goti, officina senza autorizzazioni: denunciato titolare

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Sabato 11 marzo i  militari della Stazione Carabinieri Forestale di Sant’Agata de’ Goti nell’ambito di una specifica campagna di controllo del territorio, finalizzata all’accertamento di eventuali compromissioni delle matrici ambientali da parte di insediamenti artigianali e/o industriali, hanno individuato in agro di quel Comune alla località Reullo, un’attività di autoriparazioni meccaniche priva di qualsiasi autorizzazione amministrativa, ubicata nell’ area del “Parco Regionale Taburno Camposauro” zona di notevole interesse paesaggistico, nonché prospiciente le sponde del torrente “Reullo”. In particolare, l’azienda non era iscritta nei registri della Camera di Commercio di Benevento e durante il controllo, nel corso del quale si appurava che era in atto attività lavorativa all’interno dei locali dell’autofficina sono stati rinvenuti numerosi veicoli smontati per la riparazione e pezzi meccanici. Ed ancora, nel piazzale adiacente veniva riscontrato il deposito di rifiuti metallici (componenti fuori uso di autoveicoli, di motoveicoli, di attrezzi agricoli), di rifiuti plastici (componenti fuori uso di motoveicoli) e di numerosi pneumatici usurati.

Al proprietario, venivano contestate violazioni in materia amministrativa e penale con sanzioni di carattere pecuniario con contestuale sequestro amministrativo e penale, ai fini della confisca, di tutte le apparecchiature elettroniche e degli utensili utilizzati per lo svolgimento dell’attività. Pertanto il titolare dell’opificio veniva segnalato alla a Procura della Repubblica di Benevento per “attività digestione di rifiuti speciali non autorizzati ed omessa comunicazione e tenuta dei registri obbligatori e relativi formulari” prodotti. La misura precautelare disposta dalla polizia giudiziaria in sede di indagini preliminari, è stata sottoposta alla convalida dell’AA.GG, avverso cui sono ammessi mezzi d’impugnazione. Le persone coinvolte sono da ritenersi sottoposte alle indagini e quindi innocenti fino a sentenza definitiva.

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