Siamo Vitulano contro Scarinzi: “Regista occulto della travagliata vicenda alla Comunità Montana del Taburno”

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Comunicato Stampa

L’opposizione denuncia le manovre del sindaco di Vitulano tra firme, deleghe sospese e mozioni contestate, sollevando dubbi sul rispetto delle regole istituzionali

Ancora una volta, nella travagliata vicenda che avvolge ormai da giorni la Comunità Montana del Taburno, riemerge una figura che pare muoversi più da regista occulto che da rappresentante istituzionale: quella del sindaco di Vitulano, Raffaele Scarinzi. Dalla ricostruzione dei fatti circolata sulla stampa, il suo ruolo nella vicenda della mozione di sfiducia al Presidente Caporaso appare tutt’altro che lineare.

In un primo momento, infatti, delega la rappresentanza del Comune di Vitulano alla consigliera Angela Maria Castaldo; poi, nonostante quella delega risulti ancora formalmente in essere, firma una mozione che, secondo il ricorso presentato al Tar dall’avvocato Roberto Prozzo, sarebbe giuridicamente fragile.
Ma i colpi di scena non finiscono qui: il 31 dicembre, lo stesso sindaco Scarinzi sospende la delega, con una mossa che, letta a ritroso, sembra costruita ad arte per viziare l’intero iter.
Siamo Vitulano sottolinea che un comportamento del genere non sminuisce solo la vicenda politica contingente, ma il senso stesso delle istituzioni rappresentate. Le deleghe sono atti formali che conferiscono certezza giuridica e rispetto dei ruoli, non foglietti volanti da spostare a seconda delle personali convenienze, trasformando la politica in una partita a scacchi giocata sopra le regole, non dentro di esse.

In questo scenario colpisce il silenzio, o la selettiva cecità, di chi, a giorni alterni alleato o avversario, sembra non accorgersi di nulla.
In molti, però, si chiedono quali siano le reali motivazioni di manovre tanto contorte. È difficile credere che si tratti solo di distrazione o superficialità: il sospetto è che dietro questi giochi di deleghe, firme e retromarce si muovano interessi più profondi, equilibri da garantire, promesse da onorare o rinviare. Quando le scelte sembrano sempre tornare utili agli stessi, negli stessi momenti, il dubbio non è solo legittimo: è inevitabile.

Ed è inevitabile anche constatare che, nonostante i post trionfanti del sindaco – l’ultimo nel mese di giugno – i fior fior di finanziamenti dalla CMT annunciati a Vitulano non sono mai arrivati. Quello che resta, al netto dei ricorsi e delle carte bollate, è l’immagine di una politica che, invece di dare esempio di rigore istituzionale, sembra muoversi a spanne, decidendo chi rappresenta chi, quando e fino a quando, in base alla convenienza. E questo, più di ogni sentenza, è già una sconfitta per le istituzioni e per i cittadini.