Strage di Paupisi, il figlio maggiore al capezzale della sorella: “Eravamo tutti molto legati”

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Arrivato da Rimini, Mario ha parlato dello shock e dei preparativi per le nozze d’argento dei genitori. Intanto la 16enne resta in coma farmacologico: quadro clinico critico dopo il delicato intervento chirurgico.


È arrivato ieri sera da Rimini, dove lavora come cameriere in un hotel, il figlio maggiore della famiglia Ocone. Mario, visibilmente provato, questa mattina si è recato al capezzale della sorella sedicenne, ricoverata al Neuromed di Pozzilli dopo la brutale aggressione compiuta dal padre Salvatore.

“Sono molto legato a tutti e due i miei fratelli e lo ero anche a papà, che comunque è sempre stato vicino alla nostra famiglia”, ha dichiarato con la voce spezzata dall’emozione. Troppo forte lo shock per riuscire a parlare della mamma, Elisabetta Polcino, uccisa insieme al figlio minore.

Mario ha ricordato i preparativi che, fino a pochi giorni fa, riempivano la casa di Paupisi: il 19 ottobre i genitori avrebbero dovuto celebrare le nozze d’argento, un traguardo che la famiglia attendeva con gioia e che ora resta come un’ombra dolorosa.

Intanto, dall’ospedale Neuromed arriva un primo bollettino medico: la direzione sanitaria ha reso noto che durante l’intervento chirurgico sono stati rimossi micro frammenti ossei e parte della calotta cranica della giovane. La ragazza è mantenuta in coma farmacologico; la priorità, spiegano i medici, è che sopravviva. “Si attende che il cervello si sgonfi per valutare l’evoluzione del quadro – si legge nella nota – ma al momento la situazione resta critica“.

La comunità di Paupisi continua a stringersi attorno a Mario e ai familiari, sperando in un segnale di miglioramento nelle prossime ore.