Pillole dalla zona rossa: il fascino storico di San Salvatore Telesino

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Prime luci di Natale accese nelle nostre case, prime vetrine addobbate. Come saranno queste Feste? Sarà davvero l’occasione per ritrovare la nostra spiritualità e riscoprire il valore dell’essenziale? In attesa di fare chiarezza su cosa ci riserverà il nostro dicembre, io continuo a girare, con la mente, almeno. A due passi da noi, l’antica Telesia richiama e stuzzica il nostro interesse, la nostra più viva curiosita e le pillole di oggi vogliono rievocare la grandezza storica di questo piccolo borgo della Valle Telesina.

L’anfiteatro

Originariamente San Salvatore Telesino corrispondeva all’antica Telesia Sannitica e alla Telese nota come colonia romana, di cui fece menzione lo storico Tito Livio, i cui resti sono oggi visibili in un parco archeologico, lungo la Piana Vagnara, che conserva, appunto, le antiche rovine della città romana. Qui si può ammirare il circuito delle mura perimetrali in opus reticolatum, ove si aprivano le quattro porte principali di accesso alla cittadina, più alcune secondarie, sull’antica Via Latina che univa Telesia a Beneventum, le torri difensive di forma cilindrica e i resti di una basilica paleocristiana con monumento funerario, oltre ai resti di un edificio termale, peculiarità già dai tempi antichi di tale territorio. Qui si trovano anche i resti dell’anfiteatro, di cui si possono ancora riconoscere cavea e gradinate, ove si poteva assistere a spettacoli di gladiatori e naumachia, del teatro e dell’acquedotto.

Il primitivo borgo di San Salvatore Telesino, col nome di Casale di San Salvatore, a testimonianza della sua dipendenza monastica, ebbe origine e si sviluppò a partire dal X secolo, sotto la dominazione longobarda, intorno all’Abbazia. Un documento del 1078 già dava notizia dell’esistenza di un monastero benedettino annesso allìAbbazia. San Salvatore Telesino fu sede vescovile e raggiunse notevoli picchi di splendore. Per volere dei Sanframondo, di cui fu feuso, su di un colle che sovrasta l’abitato fu costruita, nel XIII secolo, la Rocca, di cui oggi sono visibili i ruderi, in una posizione strategica sulla Valle Telesina (stessa strategia usata con il castello di Guardia Sanframondi, a vedetta della Valle). A seguito dell’abbandono di Telesia da parte dei vescovi, la Rocca ospitò per alcuni decenni la curia tanto da essere chiamata Rocca De Episcopio nel XV secolo. Nel periodo medievale attorno alla Rocca si formò un borgo dal nome di Massa Superiore per contraddistinguerlo da quello di Massa Inferiore, poi Massa di Faicchio. Si tratta di un fortilizio con pianta quadrangolare, quattro torri cilindriche angolari, purtroppo oggi in stato di abbandono.

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