Guardia Sanframondi, culla segreta della Carboneria durante i moti del 1820-21

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Il borgo si distinse per spirito patriottico e impegno civile, tra Vendite segrete, orazioni solenni e resistenza al brigantaggio

La redazione di Fremondoweb ha ricevuto una nota a firma di Giuseppe Maturo. Si tratta di un estratto, da lui rielaborato, di un raro articolo sulla Carboneria a Guardia Sanframondi. L’argomento è stato trattato direttamente da Luigi Maria Piccirilli, fondatore della Vendita carbonara di Guardia, e poi riportato in un testo di Alfredo Zaro.

“Guardia Sanframondi è un paese che può vantare i suoi principi di patriottismo liberale, dei quali ha sempre dato numerose prove, a cominciare dal 1799, cioè dall’epoca gloriosa della Repubblica Napoletana. Venuti poi i moti costituzionali del 1820, Guardia fu alla testa dei paesi circostanti; ed anche patriottica si mostrò nel 1848 e nel 1860.

Specialmente in quest’ultimo periodo di rivolgimenti politici che chiusero l’epopea patriottica Italiana, con l’unificazione del glorioso Regno, fu assai apprezzata la condotta del popolo di Guardia, che, a differenza di molti altri paesi della Provincia, non diede alcun contingente alle numerosissime bande di briganti, che per parecchi anni infestarono le nostre contrade; e mentre che in tanti Comuni avvennero saccheggi, incendi, distruzioni e reazioni di ogni genere, Guardia si mantenne sempre tranquilla, con la sua valorosa Guardia Nazionale, incutendo rispetto e timore alle scorazzanti bande brigantesche dei dintorni.

In questo periodo, degli anni 1820-21, in tutto il Regno fiorì la Carboneria che nacque come associazione politica, liberale e patriottica. Tale Società Segreta, fondata nel Regno di Napoli nei primi anni del XIX secolo, ebbe una notevole influenza nella vita politica del paese. È pura leggenda che sia stata una Società sorta in Germania e della quale fu membro Teobaldo de Brie, il famoso San Teobaldo, protettore della politica istituzione.

II Carbonarismo può essere considerato piuttosto come una derivazione della Massoneria. Scopo politico di questa istituzione era propugnare l’ordinamento dell’Italia a nazione unita e indipendente; e nella Italia unita si comprendevano il Trentino e il Tirolo meridionale fino alle Alpi, i domini della Serenissima Repubblica di Venezia nella Carnia e nell’Adriatico fino a Ragusa e alle Isole geograficamente Italiane. Era insomma la costituzione in organismo politico di tutto il paese racchiuso nei confini geografici.

L’organizzazione Carbonara, che comprendeva ogni classe sociale, era molto semplice: da venti a venticinque Carbonari formavano una Vendita; i deputati di venti di esse formavano una Vendita Centrale; un membro di ogni Vendita corrispondeva con l’Alta Vendita. I membri che ‘recavano la parola’, cioè gli ordini, figuravano come viaggiatori di commercio e si facevano conoscere con l’esibizione della metà di un pezzo di carta qualunque, tagliato irregolarmente e con vari segni convenzionali. Ogni Carbonaro doveva essere fornito di armi, e versare una piccola contribuzione mensile alla Vendita Centrale. Il linguaggio era anche simbolico come il nome. Molti preti entrarono nelle Vendite, specialmente nelle Province.

I moti del 1820-21 furono promossi dalla Carboneria, la quale con essi fece la sua prima apparizione e la sua affermazione come adunanza di uomini di azione. La parte migliore della Carboneria, falliti i moti del 1820-21, passò poi alla Giovine Italia, e il grande Mazzini ne adottò molta parte degli ideali.

Notevolissimi italiani appartennero alla Carboneria fra cui Federico Confalonieri e Silvio Pellico. Dalla Carboneria Napoletana prese poi organizzazione la Carboneria Francese, trasportata in Francia dai Carbonari Duzied e Joubert, che erano stati iniziati a Napoli. Fondata dunque la Carboneria nel Regno di Napoli, Guardia Sanframondi ben presto si distinse per le numerosissime adesioni a tale associazione; e, ad iniziativa e guida di Luigi Maria Piccirilli e suoi quattro fratelli, degli illustri fratelli Filippo, Sebastiano e Giovanni Guidi, dei Foschini-Longo e di altri notevoli cittadini, venne fondata una Rispettabile Vendita sotto il Titolo de’ Telesini Risorti; ed il Luigi Maria Piccirilli venne eletto Deputato alla Vendita Centrale, e corrispondente con l’Alta Vendita.

Molta parte attiva ebbe quindi Guardia nei moti liberali del Regno, che condussero alla promulgazione della Costituzione, prima giurata e poi infamemente tradita dal Re Borbone. Che sia stata Guardia alla testa del movimento liberale nelle nostre contrade, lo prova anche un rarissimo documento rinvenuto in alcune ricerche storiche; questo documento è un breve opuscolo dal titolo: ‘Per le Solenni Esequie di tutti i Carbonari trapassati — Orazione funebre di Luigi Maria Grillo, Arciprete della Città di Cerreto — Recitata nella Chiesa di S. Sebastiano di Guardia Sanframondi, nel di 2 Dicembre 1820 —Edito in Napoli 1820’.

Risulta ben chiaro che quel solenne funerale, se venne celebrato in Guardia Sanframondi, anziché in altri paesi anche piu grandi, dall’Arciprete di Cerreto, lo fu proprio perche Guardia era la sede principale della Carboneria di tutti i paesi circostanti; ed il Grillo stesso, nella dedica che precede l’Orazione, ce ne dà una più grande conferma, perche la detta dedica è così intestata: ‘Alla Grande Assemblea Generale dei Carbonari all’ Ordine di Napoli’.

Una grande Onorificenza venne anche compartita ai principali Capi della Carboneria di Guardia, giacché il Luigi Maria Piccirilli, il Giovanni Guidi, e Gianfrancesco Foschini furono nominati Consiglieri Distrettuali per il Distretto di Piedimonte d’Alife. Caduta poi la forma Costituzionale dei Regno, i Carbonari guardiesi furono perseguitati in tutti i modi dalla feroce polizia Borbonica. Alcuni di essi dovettero volontariamente esiliarsi da Guardia e rimanere per qualche tempo nascosti in località diverse; ed a Guardia vennero inviati di seguito alcuni feroci Giudici Regii, che non mancarono di molestare in tutti i modi i cittadini gia appartenenti alla gloriosa Carboneria”.