Campania protagonista al Vinitaly: identità, territori e nuove rotte per il vino

postato in: Notizie dall'Italia | 0
Condividi articolo

A Verona 170 aziende, di cui 33 sannite, e 2.000 etichette raccontano una regione che punta su qualità, enoturismo e mercati internazionali

La Campania del vino si presenta compatta e riconoscibile al Vinitaly 2026, con una partecipazione che mette al centro territori, produzioni e strategie di crescita. Nei padiglioni della fiera veronese, la Regione ha portato 170 aziende vitivinicole e circa 2.000 etichette, all’interno di uno spazio espositivo di 5.600 metri quadrati, progettato con un richiamo al tema della vela e alla America’s Cup, in programma nel Golfo di Napoli nel 2027. Un’impostazione che non è solo estetica, ma narrativa.

“Un viaggio nei vini della Campania – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura Maria Carmela Serluca è anche un viaggio nelle bellezze dei territori che la compongono, ognuno con le proprie peculiarità”. Un legame, quello tra vino e territorio, che rappresenta uno degli elementi centrali della presenza campana a Verona.

La partecipazione è stata curata dall’Assessorato all’Agricoltura e da quello alle Attività Produttive, con il supporto di Unioncamere Campania e della Camera di Commercio di Napoli. Buona la risposta in termini di presenze, con operatori, buyer e giornalisti che hanno animato gli spazi regionali e partecipato alle numerose iniziative in programma. Dalle masterclass, che hanno registrato il tutto esaurito, agli incontri su export, sostenibilità ed enoturismo, fino al successo del fuorisalone Vinitaly and the City. Proprio sulle masterclass, Serluca ha sottolineato la scelta di valorizzare il contributo femminile: un segnale che va nella direzione di “una visione inclusiva e di un approccio sostenibile”, affidando gli approfondimenti a quattro wine expert donne.

Accanto alla presenza regionale, significativa anche la partecipazione dei territori. La Camera di Commercio Irpinia Sannio guida infatti una collettiva di 101 espositori, composta da 99 aziende produttrici di vino 66 della provincia di Avellino e 33 della provincia di Benevento – affiancate dai due Consorzi di tutela, rappresentando una quota rilevante della produzione certificata delle due aree.

Particolare attenzione è stata riservata al legame tra vino e identità gastronomica. In questo solco si inseriscono gli appuntamenti dedicati alla pizza napoletana realizzati con l’Associazione Verace Pizza Napoletana e alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, simboli di una filiera agroalimentare che rafforza il racconto territoriale.

Nel corso della manifestazione, spazio anche ai temi strategici per il comparto. Tra questi, il rafforzamento della presenza dei vini campani nella ristorazione italiana, con il concorso dedicato alla migliore carta dei vini campani nelle trattorie del Paese. “L’obiettivo – ha spiegato ancora Serluca – è rafforzare la conoscenza dei nostri vini su tutto il territorio nazionale”, attraverso la premiazione di 21 taverne, una per ogni regione e provincia autonoma.
Rilevante anche il riconoscimento assegnato alla cantina Vitematta, esempio di recupero di terreni confiscati alla criminalità organizzata e di inclusione lavorativa.

Sul fronte internazionale, la strategia punta sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, sulla qualità e sulla capacità di raccontare in modo autentico i territori di origine, elementi sempre più richiesti anche dai mercati esteri. Accanto ai mercati tradizionali, si guarda con interesse a nuove destinazioni, dall’Asia all’America Latina.
Non manca il focus sull’innovazione e sul ruolo dell’imprenditoria femminile, con iniziative dedicate e con il prossimo report Donne, vino e futuro, che analizzerà l’evoluzione delle aziende vitivinicole guidate da donne, anche in relazione all’intelligenza artificiale.

Tra gli appuntamenti in calendario, anche il convegno Praesentia – Campania Divina, dedicato alla programmazione degli eventi enogastronomici regionali, e le attività dei Consorzi di tutela, impegnati nella “Piazza Campania” con degustazioni e momenti di approfondimento.

Da Verona emerge, dunque, una Campania che affida al vino non solo una funzione produttiva, ma un ruolo più ampio di promozione territoriale, capace di tenere insieme identità, economia e prospettive di sviluppo.