Addio a Roberto Costanzo, il Sannio perde una delle sue voci più autorevoli

postato in: Notizie dal Sannio | 0
Condividi articolo

A 97 anni si spegne a San Marco dei Cavoti lo storico esponente della Democrazia Cristiana

Il Sannio perde uno dei protagonisti della sua storia politica, istituzionale e culturale. È morto a 97 anni Roberto Costanzo, figura di primo piano della Democrazia Cristiana e uomo che per oltre sessant’anni ha attraversato le principali stagioni della vita pubblica sannita, mantenendo sempre un rapporto diretto e profondo con la propria terra.

Costanzo si è spento a San Marco dei Cavoti, il paese natale al quale era rimasto legato anche dopo aver ricoperto incarichi di rilievo regionale, nazionale ed europeo. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni a seguito di una polmonite, fino alla crisi respiratoria che ne ha determinato il decesso.

Nato il 27 novembre 1929, Costanzo ha cominciato il proprio percorso politico negli anni Sessanta. Nel 1964 è arrivata l’elezione al Consiglio provinciale di Benevento, mentre la nascita delle Regioni a statuto ordinario ha segnato, nel 1970, un passaggio decisivo della sua carriera: è entrato infatti nella prima Giunta della Campania, assumendo l’incarico di assessore regionale all’Agricoltura, ruolo mantenuto fino al 1975.

L’agricoltura sarebbe rimasta uno dei grandi temi della sua attività pubblica. Costanzo, infatti, è stato impegnato nella Coldiretti e in Terranostra, di cui ha rivestito l’incarico di presidente nazionale, portando avanti una visione nella quale sviluppo economico, tutela delle aree interne e valorizzazione del mondo rurale erano strettamente connessi.
Nel 1979 è arrivata l’elezione al Parlamento Europeo nelle liste della Democrazia Cristiana. Riconfermato nel 1984, è rimasto a Strasburgo fino al 1989, maturando un’esperienza europea che avrebbe arricchito la sua riflessione sul Mezzogiorno e sulle prospettive delle province interne. Nel corso delle due legislature ha ricoperto anche importanti incarichi nelle commissioni parlamentari dedicate alla politica regionale e ai rapporti internazionali.

Terminata l’esperienza europea, Costanzo è tornato a dedicarsi con continuità al Sannio. Dal 1991 al 2004 ha guidato la Camera di Commercio di Benevento, continuando parallelamente a intervenire sui temi dello sviluppo locale, dell’agricoltura e delle prospettive economiche delle aree interne.
Ma la sua presenza nella vita del territorio non si è esaurita negli incarichi istituzionali. Giornalista pubblicista, saggista e autore di numerose pubblicazioni, Costanzo ha continuato fino agli ultimi anni a partecipare al dibattito pubblico attraverso articoli, analisi e interventi. La sua voce è stata per decenni una presenza riconoscibile nella stampa sannita, dove ha raccontato la politica e, soprattutto, ha provato a leggerne trasformazioni, contraddizioni e prospettive.

Una produzione editoriale strettamente legata ai grandi temi della sua esperienza: dalla Campania alle aree interne, dall’Europa alla politica agricola. Tra i suoi libri figurano La Campania non finisce a Capodichino, Campania sì, Campania no, Campania prospettive e Parliamo d’Europa. Nel 2025, insieme ad Antonio Coletta, aveva pubblicato 50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio, un lavoro dedicato a quella stagione politica che aveva vissuto da protagonista e testimone diretto.

Ed è significativo che Costanzo sia rimasto attivo nel confronto pubblico praticamente fino alla fine. Anche negli ultimi mesi aveva continuato a partecipare a iniziative, presentazioni e incontri, intervenendo sui problemi del territorio con quella conoscenza della storia sannita che rappresentava uno dei tratti più riconoscibili della sua personalità.

La notizia della scomparsa ha suscitato numerose reazioni nel mondo politico, istituzionale, agricolo e associativo. Dal sindaco di Benevento Clemente Mastella al presidente della Provincia Nino Lombardi, dal presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello a Carmine Nardone, fino a rappresentanti delle diverse forze politiche e realtà culturali del territorio, è arrivato un sentimento unanime di cordoglio. Un riconoscimento trasversale che racconta il peso avuto da Costanzo nella storia del Sannio, al di là delle appartenenze politiche.

Con la sua morte non scompare soltanto un uomo che ha ricoperto importanti responsabilità pubbliche. Se ne va un testimone di una lunga stagione della Repubblica, capace di muoversi tra politica, istituzioni, agricoltura, giornalismo e cultura senza interrompere mai il rapporto con la comunità di origine.
Il suo percorso restituisce il ritratto di un uomo che ha fatto della conoscenza del territorio uno strumento di impegno civile. E che, anche dopo aver lasciato gli incarichi istituzionali, ha continuato a considerare il futuro del Sannio una questione personale, da seguire, discutere e, soprattutto, contribuire a costruire.