Accadde oggi: 21 novembre, la ‘Costitutio Imperatoriam’ di Giustiniano

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La costituzione era diretta a quella “gioventù desiderosa di apprendere le leggi”. Suddivisa in quattro libri, abbracciava sia il diritto e il processo privato, sia la materia penale

Giustiniano, uomo dalla forte personalità, nella sua carriera si avvalse sempre di importanti collaboratori, come Giovanni di Cappadocia, Triboniano, Belisario e Narsete. Il principio ultimo dell’imperatore era quello di riconquistare l’Occidente caduto nelle mani dei barbari, riportare la pace e procedere a una raccolta del diritto romano. Quest’ultimo obiettivo lo conseguì in ogni dettaglio e, grazie a questo impegno, la sua figura divenne ben presto quella del legislatore per antonomasia.
La compilazione fu graduale, cominciando già nel 528 con l’emanazione di una costituzione, nota dalle parole iniziali come “Haec quae necessaria”, in cui disponeva che una commissione, composta da funzionari ed esperti di diritto, provvedesse alla compilazione di un codex, raccolta di leggi imperiali da attuarsi con i materiali dei codici GregorianoErmogeniano Teodosiano, integrati con la successiva legislazione imperiale. Con il Codice, Giustiniano intendeva ridurre la prolixitas litium, lunghezza delle cause, manipolando e tagliando i testi originari, aggiungendo o cambiando le parole, raggruppando in una sola disposizione le norme disperse in vari provvedimenti.
Il codice entrò in vigore il 7 aprile 529 con la legge detta Summa rei publicae.

La costituzione detta Imperatoriam, del 21 novembre 533, era diretta a quella “gioventù desiderosa di apprendere le leggi”. Suddivisa in quattro libri, abbracciava sia il diritto e il processo privato sia la materia penale. Il testo era considerato un manuale didattico per i giovani del primo anno di studio del diritto, desiderosi di apprendere l’introduzione generale della materia giuridica.