Apice, nuovi dettagli sulla tragedia dei fratelli Licciardi: l’arma era regolarmente detenuta

postato in: Notizie dal Sannio | 0
Condividi articolo

I Carabinieri confermano il duplice omicidio-suicidio: il movente sarebbe legato a contrasti sulla gestione dell’attività

Emergono nuovi dettagli sulla tragedia avvenuta oggi, 1° settembre, ad Apice, dove sono stati trovati senza vita i tre fratelli titolari della gestione del ristorante “Licciardi”.

A fornire un primo quadro ufficiale dell’accaduto sono i Carabinieri della Compagnia di Benevento, intervenuti intorno alle 13 dopo la segnalazione al 112 relativa all’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco.I militari, giunti sul posto, hanno rinvenuto nel retro del ristorante i corpi senza vita dei tre fratelli.

Dai primi accertamenti è emerso che uno dei tre avrebbe esploso diversi colpi di pistola contro gli altri due fratelli, per poi rivolgere l’arma contro di sé e togliersi la vita. Si tratta di una Beretta calibro 9×21, che sarebbe stata regolarmente detenuta dal fratello indicato come autore del duplice omicidio-suicidio.

Un elemento che emerge dalle prime verifiche riguarda anche il possibile movente. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, il gesto sarebbe verosimilmente riconducibile a dissidi e contrasti legati alla conduzione dell’attività ristorativa.

La pistola è stata trovata accanto al corpo dell’omicida-suicida ed è stata posta sotto sequestro, così come i locali del ristorante interessati dalla tragedia. Saranno ora i rilievi tecnico-scientifici a fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.

Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire nel dettaglio la dinamica e verificare ogni elemento utile a chiarire quanto accaduto nella tarda mattinata.