Accadde oggi: 10 gennaio 1949, la nascita del primo 45 giri

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Ve li ricordate quei dischetti neri, piccoli e fragili che venivano maneggiati dagli adolescenti e dai loro genitori fino a qualche anno fa, oggi messi a giacere negli scatoloni dei ricordi a favore dei più moderni supporti di riproduzione della musica? Il 45 giri oggi è una rarità, cimelio per i nostalgici, oggetto di collezionismo, simbolo di un periodo che fu, quello dell’affermazione della musica leggera, delle canzoni veloci, degli effimeri successi dell’estate. Era un disco maneggevole, pratico, economico, il 45 giri nacque nel 1949, venne annunciato il 10 gennaio di quell’anno e si affiancò al già affermato 78 giri. Era il momento storico in cui il business discografico compiva un grande balzo in avanti, cominciarono a vendersi milioni di dischi e si ebbe monopolio delle grandi case discografiche. La canzone divenne più popolare, facile e accessibile a tutti.

Le case discografiche più importanti erano la RCA, la Columbia e la Decca di New York, la Capitol e la MGM di Hollywood, la Mercury di Chicago. Fu proprio la RCA, Radio Corporation of America, ad annunciare il nuovo formato del 45 giri. L’azienda produsse, in seguito, anche un riproduttore con cambia-dischi automatico: “per quei romantici momenti in cui le mani sono troppo impegnate per manipolare i dischi”. L’anno prima vi fu il rivoluzionario lancio del disco a 33 giri da parte della casa discografica Columbia, diretta rivale della RCA, e quest’ultima nel ’49 annunciò la commercializzazione di un nuovo formato di supporto discografico, il disco in vinile da 7 pollici a 45 giri al minuto. Pur se di pari dimensioni, la maggiore velocità di rotazione offriva una qualità sonora superiore, costava meno e aveva differenti colorazioni per distinguerne a colpo d’occhio il genere musicale di appartenenza: giallo per i dischi dei bambini, rosso per i classici, arancione per l’R&B e gospel, blu per la musica strumentale, oltre ai più generici colori verde e nero. Cominciò una vera e propria battaglia delle velocità, c’era chi preferiva il 33 giri per la maggiore durata di riproduzione e chi apprezzava di più i nuovi 45 giri che, pur se limitati nella durata, erano più economici e più adatti al pubblico giovanile.

Il 45 giri veniva utilizzato sia per la distribuzione di singoli, contenenti due brani, più raramente tre, distribuiti uno per lato, sia di EP, distribuiti due per lato, della durata massima di quattro minuti ciascuno. Generalmente, sul lato A si incideva il brano più significativo che era destinato al lancio radiofonico o televisivo, mentre il lato B aveva per lo più una funzione riempitiva. Ovviamente, vi sono delle eccezioni in cui il lato B del 45 giri ha avuto maggior successo rispetto al lato A, come ad esempio “In silenzio/Piccola Katy” dei Pooh, in cui Piccola Katy era il lato B, o dischi intenzionalmente incisi con doppio lato A, ovvero con due brani di uguale importanza. L’italia fu l’unico Paese che inserì questi piccoli vinili nei jukebox.
Il primo singolo a 45 giri venne pubblicato il 1 febbraio 1949 e uscì in commercio il 31 marzo: era il brano “Texarkana baby” di Eddy Arnold, in vinile verde, a cui la RCA-Victor attribuì il numero di serie 48-0001.

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