Guardia Sanframondi: l’emigrazione inversa è un fenomeno “Made in Sannio”

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In risposta al rischio di spopolamento, nuova vita è stata data al centro storico di Guardia Sanframondi. Il tutto per merito di un vero e proprio fenomeno di emigrazione al contrario, grazie al quale la cittadina titernina ospita nuovi slang, nuove culture e nuovi cittadini che l’hanno scelta per vivere la propria dream life. Un fenomeno che ha dell’incredibile, ma che è qui testimoniato dai racconti degli stessi protagonisti.

Nelle ore di punta di una calda mattinata di metà agosto, in una Guardia Sanframondi semideserta, il Mery & Rosy Caffè di Damiano pullulava di gioia e allegria. Ero con un gruppo nutrito di cittadini internazionali, quelli che ormai da anni animano strade e vicoli guardiesi con intercalari d’oltreoceano e con la vitalità che hanno saputo trasportare in questo piccolo paese dell’entroterra sannita. Erano con me coppie di coniugi, Steve e Cynthia, Robin e Chris, Randy e Lisa, davanti a frizzantissime bollicine di Falanghina e brindisi che si levavano in allegria. Quando ho chiesto loro per quale motivo avessero scelto proprio il borgo dei Sanframondo, e perché fossero stati richiamati proprio da Guardia, e non da un altro paese sannita, mi hanno risposto, in primis, il vino. Eh già: il successo di Sannio Falanghina – Città Europea del Vino 2019 ce lo insegna: il vino è il vero punto di forza dell’economia guardiese, sannita, e vera attrattiva per chi ama la lentezza e la sostenibilità dei nostri territori. Ma non dobbiamo limitarci solo al vino. I cibi naturali, la cultura del biologico e dei prodotti a chilometro zero, rispetto all’alimentazione industriale e prettamente chimica delle grandi città; e ancora l’immersione nella natura, la bellezza di un paesaggio rurale, le greggi di pecore in fila sulle strade mentre cerchiamo di procedere con le nostre automobili: ecco, questo li ha fatti scegliere. A dispetto della continua corsa, della velocità delle loro metropoli, hanno scelto la lentezza. La sostenibilità. Un comune più volte definito Riciclone dalla Legambiente. La possibilità di fermarsi a riflettere, vivere e lavorare guardando oltre alla propria finestra che magari si affaccia sulla bellissima Dormiente. Un mondo fino a pochi anni fa sconosciuto, nemmeno minimamente anelato. E ancora, l’immersione nella storia, i Normanni e il Medioevo, che hanno studiato sui libri di scuola, lontano dall’immaginario storico di un abitante del Nuovo Continente. Circa 250 stranieri hanno deciso di acquistare casa nella Città del Vino dei Sanframondo, come punto d’appoggio nel nostro Bel Paese, ma anche come fissa dimora. Guardia è un paese che ha saputo inventarsi e reinventarsi, non una volta: ha puntato sulle sue risorse, ha saputo aggrapparsi alla passione, al lavoro, al sogno di crescere e di contare sulle proprie forze ed eccellenze. Guardia ha sempre camminato sulle proprie gambe, e da sola si è alimentata ed è cresciuta. Ha saputo riconoscere i suoi punti di forza e non si è lasciata scappare le occasioni che le si sono presentate.

Steve, Cynthia, Robin, Chris, Lisa, Randy

Non si conoscevano prima gli amici americani che ho intervistato e che allegramente mi hanno raccontato la loro storia. Alcuni di loro, come Cynthia e Chris, hanno sangue sannita nelle proprie vene, essendo originarie, da parte dei nonni, di Paduli. Eppure non avevano alcun rapporto, tutti loro si sono conosciuti in Italia, a Guardia, divenendo amici fraterni. Provengono da Orlando o da Houston, ma anche da terre canadesi, dal Messico o da Edimburgo, si sono allontanati dal concetto di città sovraffollate, preferendo il piccolo borgo da vivere con calma, respirando la natura e l’aria genuina. La rappresentanza straniera, che oggi straniera non si considera più, è varia. Hanno lasciato nel loro Paese affetti e famiglie, hanno venduto le loro case, sono arrivati anni fa, spesso dovendo scegliere tra Guardia e altri paesi o grandi città italiane, e hanno scelto Guardia Sanframondi per il buon cibo, e la cultura, e la gente, e la cordialità del buon vicino di casa. Non è l’american dream, no. In questo caso, per usare le parole di Randy, è una dream life, un sogno italiano, campano, sannita. Quello che sto raccontando, da molti viene visto come un’utopia, una pura fantasia che mi piace narrare e romanzare. No, è verità. Perché me lo hanno raccontato loro. E dalle loro parole traspare l’entusiasmo della nuova vita, quella guardiese. “La vita rurale, i campi, gli orti, la frutta fresca appena raccolta dagli alberi, la mentalità migliore, diversa dalla nostra – racconta Randyecco cosa davvero ci fa sentire bene e ci ha accolto in una dimensione familiare”. C’è chi ha scelto con consapevolezza e chi lo ha fatto un po’ per caso. Come accaduto a Garrick, arrivato, più o meno stabilmente, otto anni fa, quando ha ripreso e ristrutturato un’antica villa della famiglia di sua moglie Mariaelena. Garrick arrivò per la prima volta a Guardia circa venti anni fa: un paese vivo, certo, ma con un centro storico abbandonato, spettrale talvolta. Fino al salto di qualità di Guardia degli ultimi anni, così come lui stesso, qualche mese fa, mi raccontava nel bellissimo salone della sua casa in via Filippo Maria Guidi, in occasione della stesura di Una domenica a Guardia Sanframondi… (Fremondoweb, Barbara Serafini, nda): “La pavimentazione rinnovata, la pulizia delle stradine del borgo antico, la rifunzionalità, il riadattamento al contesto moderno, ma sempre conservatore del fascino antico. Questo è avvenuto a Guardia nel decorso degli anni”. Garrick si sposta continuamente tra Guardia, Roma, Bologna e la sua amata Scozia, ma se potesse scegliere si trasferirebbe stabilmente nella Bella cittadina del Sannio, senza alcun dubbio. Ha fatto conoscere Guardia ai suoi parenti scozzesi, li ha ospitati, li ha invitati e invogliati. Tra l’altro, ascolta il dialetto, lo studia, lo interpreta, lo comprende e lo apprezza. Ma innanzitutto, si sente un cittadino guardiese al cento per cento, ama andare a fare la spesa a piedi, circondarsi degli amici del paese, le chiacchiere avanti al bar, ama vivere la vita rilassata e senza tempo.

Il bel borgo guardiese si affaccia imponente e guarda dall’alto la Valle Telesina, proprio come il suo castello, da una caratteristica collina rocciosa, a guardia della valle stessa. Una ridente località, terra della Falanghina, che in pochi anni ha visto questo straordinario ripopolamento del suo cuore antico, con le sue casine in pietra e l’inconfondibile odore di vino che si sente nell’aria. Guardia è ora contestualizzata in un progetto più ampio, non meramente ristretto nei suoi confini territoriali. “Abbiamo puntato a divenire una comunità aperta, perché le comunità aperte e in grado di accogliere nuove culture sanno anche crescere meglio – racconta Floriano Panza, sindaco di Guardia Sanframondi dal 2010 al 2020, quando questo fenomeno ha preso piede – In pochi anni è accaduto un piccolo miracolo, abbiamo visto tanti stranieri venire nella nostra terra a valutare l’acquisto di un immobile, e molti di loro lo hanno fatto. Quando ci siamo accorti che il fenomeno prendeva le ali, abbiamo capito che dovevamo puntare su un concetto prettamente smart per il nostro paese”. È la storia di un clamoroso fenomeno di emigrazione inversa. Nel 2014 un programma di riqualificazione del centro storico ha visto la ristrutturazione di palazzi pubblici, luoghi di culto, strade. Non solo: L’Amministrazione Panza ha dato la possibilità a nuovi, giovani imprenditori, che avevano già esperienza nel settore gastronomico, di aprire nuovi esercizi di ristorazione, veri e propri spin off dell’attività amministrativa. Giovani che hanno partecipato al bando pubblico per l’apertura di nuove attività commerciali in locali pubblici comunali, ristrutturati, creando punti fermi della gastronomia guardiese e del turismo del Sannio, dando la possibilità di nuove attrattive turistiche e di veder risplendere antiche sale storiche del paese. E intanto proseguiva il fenomeno di recupero di immobili e terreni.

Questo fenomeno di emigrazione al contrario ha preso il volo dopo che una prima cittadina di origine scozzese, Clare Galloway, ha scelto Guardia per restare. Clare arrivò a Guardia nel 2009 per caso, e una sera, passeggiando lungo via Filippo Maria Guidi, fino a Porta Francesca, rimase più che affascinata da questo borgo ameno che la ispirava e del tuffo nella vita medievale che offriva. Arrivò in seguito l’appoggio della Film Commission della Regione Campania e di House Hunters International, un programma statunitense molto seguito in tutto il mondo. E buona parte della popolazione internazionale poté tastare con mano la grande opportunità che c’era a Guardia: case di varia grandezza, spesso abbandonate, da ristrutturare, ma a prezzi molto abbordabili. Ecco, dunque, che molti stranieri cominciavano ad arrivare a Guardia Sanframondi. Molti valutarono e desistettero, ma in tanti acquistarono, portando nel Sannio anche la propria attività lavorativa, da praticare in smart working per aziende situate nei loro Paesi, grazie anche alla rete wi-fi gratuita e alla banda ultra larga, con i collegamenti in fibra.

Non amano definirsi cittadini stranieri. Amano parlare di loro come cittadini guardiesi, integrati totalmente nella cultura e con la popolazione di Guardia. Hanno imparato a vendemmiare, a potare piante, a coltivare un orto. Si sono innamorati della storia di Guardia, come Robin, l’artista che ha un debole per il Castello e una forte passione per la storia normanna del borgo. Hanno imparato a cucinare i piatti tipici sanniti, le freselle col pomodoro e le zuppe di legumi e cereali, anche grazie alla straordinaria amicizia con l’insostituibile Adelina Di Crosta. Sono perfettamente da considerarsi vivi protagonisti della realtà guardiese. “Ci hanno accolti come se fossimo di famiglia – racconta Lisadobbiamo molto a Roberto Adamo, il nostro angelo custode, sempre pronto a sostenerci e a starci accanto. Ma dobbiamo molto anche agli amministratori comunali che ci hanno dato il benvenuto, in particolare a Floriano, all’epoca sindaco. Non si è mai comportato con noi semplicemente come un sindaco, no, lui ci ha aperto le braccia e ci ha fatti sentire a casa. Ci ha aiutato nelle questioni burocratiche, ci ha incoraggiati e sostenuti, ci è sempre stato accanto, e grazie al suo sostegno, insieme a quello di Roberto, è stato tutto più semplice, inizialmente”. “Ora per noi è più facile districarci nella quotidianità – prosegue – ma all’inizio non è stato facile e loro sono stati veri amici. Ma non solo Roberto, non solo Adelina o Floriano: anche tutti quei cittadini che ci hanno teso una mano, ci hanno rincuorati, aiutato a gestire una situazione difficile”. Raccontano di vicini che bussano alla loro porta e regalano loro prodotti genuini e freschi della terra, frutti appena raccolti, uova, prugne e regali. “Non eravamo abituati a questo – prosegue Randy da noi, negli Stati Uniti, si corre, si pensa unicamente al successo personale, a lavorare, e non si gusta la lentezza delle cose. Tra vicini di casa è difficile anche conoscersi e quando tutto va bene ci si scambia appena un cenno di saluto”.

Un angolo di via Fontana

“Quando sono arrivati – conferma l’ex Sindaco Panzami sono messo a loro completa disposizione. Era il minimo che potessi fare, non solo come primo cittadino, ma anche a livello umano. Li ho sostenuti a barcamenarsi nelle molteplici problematiche burocratiche. Ho messo a loro disposizione il mio numero di telefono, il mio ufficio, la mia casa pur di farli sentire in famiglia. Nulla lasciava presagire che in seguito con molti di loro si creasse un forte legame di amicizia che va avanti tutt’ora. Sono diventati un perno fondamentale della comunità guardiese”. L’amore che nutrono per Guardia va a braccetto con l’amore per ogni angolo di questo nostro meraviglioso territorio del Vino. Piccoli borghi, realtà rurali, città sostenibili. La cultura della lentezza, del piccolo territorio, della gentilezza e della cordialità della nostra gente. E ancora l’amore per le città d’arte italiane, per le perle turistiche del nostro Bel Paese sono da vedersi quali alcuni dei motivi per cui abbiano scelto di lasciare le proprie grandi città, venire e restare qui. E sono riusciti a portare una ventata di novità a Guardia. E proprio Guardia la Bella, nel 2016, ha presentato se stessa e i suoi prodotti, le sue potenzialità a Edimburgo, per promuovere il suo territorio al di là dei suoi confini, facendo conoscere i suoi cibi locali alla comunità scozzese, dando vita, da questa esperienza, a un sogno fatto di kilt e cornamuse, il Sannio Tattoo, sulla scia dell’Edinbugh Military Tattoo, che ogni anno si tiene nella piazza d’Armi della capitale scozzese, nello scenografico castello in cui bande militari e parate di forze armate la fanno da padrone. E, in una sorta di gemellaggio, anche Guardia, sul meraviglioso castello dei Sanframondo, negli scorsi anni ha organizzato balli, eventi, spettacoli di suonatori di cornamuse provenienti direttamente dalla leggendaria Scozia, parate militari, fanfare dei bersaglieri che hanno percorso le vie principali del paese. L’obiettivo era quello di riuscire a creare un brand territoriale che arrivasse ai turisti, appassionati di storia e di enogastronomia, puntando sulle sue risorse, e mettendo in luce la particolarità della scelta dei tanti cittadini che da oltre confine, e anche oltre oceano, hanno preferito la piccola realtà titernina. Steve racconta che sono tanti, amici e familiari, a pensare che il loro sia solo un sogno che possa prima o poi svanire. Ma a conclusione del nostro rinfrescante aperitivo, chiedendo come immaginano il proprio futuro da oggi a dieci anni a Guardia, capisco che il loro è un vero e proprio investimento nel domani. “Un orto, un giardino, è tutto quello che vogliamo – mi dice Robin Abbiamo lavorato molto, abbiamo dato quello che potevamo, ora è il momento di vivere rilassati e di dedicarci alla semplicità di questo posto”. “Qui è tutto meraviglioso – conclude LisaSono poche le cose di cui potremmo lamentarci, e a chi dice che stiamo vivendo un sogno da cui presto potremmo svegliarci, invito per lo meno a guardare come siamo felici e soddisfatti di questa nostra nuova, fantastica vita“.

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